Dall'Anci i commenti sul fondo da 60 miliardi per le dismissioni immobiliari | Geometra.info

Dall’Anci i commenti sul fondo da 60 miliardi per le dismissioni immobiliari

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Per rispettare la scadenza del 30 novembre, come indicava la lettera inviata all’Ue la scorsa settimana, il Governo italiano ha inserito nel maxi-emendamento alla legge di stabilità un fondo da 60 miliardi per rendere effettive le dismissioni immobiliari, l’estensione su tutto il territorio delle zone a burocrazia zero e la defiscalizzazione delle infrastrutture.

I beni di cui sarebbe più semplice stabilire il valore sarebbero quelli in uso alle amministrazioni ministeriali, di proprietà di Regioni, Province e Comuni, e, per questa ragione, sarebbero i primi a finire sul mercato, perché darebbero a chi investe un immediato ritorno.

Su questo punto del maxiemendamento è intervenuta l’Anci, attraverso le parole del suo presidente Graziano Delrio, secondo il quale “i Comuni e le autonomie territoriali non sono contrari alle liberalizzazioni, ma l’obbligo di dismissione comporterebbe il rischio di una grave svendita”. L’Associazione riterrebbe più giusta una dismissione da parte del governo, partendo dal patrimonio statale, per dare a ciascun comune il tempo necessario per scegliere la proprietà da mettere sul mercato.

Riguardo alle zone a burocrazia zerola semplificazione prevista per il Mezzogiorno si estende a tutto il territorio nazionale: tetto massimo per i costi di passaggi burocratici e nuove procedure che rispettino le direttive europee per favorire la crescita.

Il finanziamento di opere infrastrutturali, invece, dovrebbe trarre impulso dalla defiscalizzazione o “Tremonti infrastrutture”, come si è definito il provvedimento.Si prevedono, infatti, sgravi Ires e Irap per chi stia realizzando opere pubbliche.

C.C.

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