A fronte della crisi dell'edilizia italiana, crescono gli investimenti all'estero | Geometra.info

A fronte della crisi dell'edilizia italiana, crescono gli investimenti all'estero

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L’edilizia italiana va due velocità: cresce del 15,1% rispetto all’anno precedente il fatturato realizzato all’estero mentre nel territorio italiano la crisi si fa sentire ancora. É quanto emerge dal Rapporto Ance 2008 sulla presenza all’estero delle nostre imprese edili, presentato nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina alla presenza del Sottosegretario agli Affari Esteri, Vincenzo Scotti, e del presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti.

I dati, basati su un’indagine che ha coinvolto 41 imprese di costruzioni italiane di dimensioni piccole, medie e grandi, sono emblematici di una tendenza in rafforzamento, che vede le imprese di costruzioni italiane scegliere sempre più frequentemente gli investimenti oltreconfine a fronte di un restringimento del mercato nazionale.

In quattro anni, infatti, il fatturato estero delle imprese analizzate è più che raddoppiato (+106,7%), raggiungendo i 6,4 miliardi nel 2008, mentre quello nazionale è cresciuto appena dell’1,4%.

Questa sorta di “compensazione” svolta dalle attività estere è molto evidente sia per le imprese di grandi dimensioni (+126,6% di fatturato all’estero, -16,1% in Italia), che per quelle medio-piccole (+190% all’estero, -1,8% in Italia per le aziende con fatturato fino a 50 milioni).

Nel 2008 le imprese italiane sono presenti in 80 Paesi con 563 commesse per un controvalore superiore a 40 miliardi di euro. Le nuove commesse acquisite nel 2008 sono 232 per complessivi 11,3 miliardi di euro. Le aziende italiane sono titolari, inoltre, di contratti di concessione per circa 16 miliardi di euro.

“L’anno trascorso da quando ci siamo incontrati in questa stessa Sala per la presentazione del Rapporto 2007 – ha affermato il Sottosegretario Vincenzo Scotti –  ha visto un ulteriore rafforzamento della  collaborazione del Ministero degli Affari Esteri con le imprese di costruzione, lungo il percorso di una Diplomazia economica italiana sempre più personalizzata e focalizzata sulle caratteristiche e le esigenze dei principali attori del sistema economico, assieme ai Dicasteri tecnici, a cominciare dai Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti”.

“È indubbio che il sistema delle costruzioni italiane dimostra una forte vocazione a competere sui mercati internazionali  – ha dichiarato il presidente Ance Paolo Buzzetti – ed è in grado di raccogliere le sfide della concorrenza globale. Le attività oltreconfine rappresentano, infatti, quasi il 50% del fatturato globale delle imprese. Un risultato su cui tuttavia ha influito la forte debolezza del mercato nazionale”.

I paesi in cui le imprese italiane detengono la maggior parte dei lavori sono il Sud America (28% dell’importo totale) e il Nord Africa (20%), seguiti da paesi extra Ue (13%), Unione europea (12%) e Medio Oriente (10%). Per quanto riguarda i settori di attività, spiccano le infrastrutture energetiche (112 cantieri), strade e ponti (103) e interventi di edilizia, residenziale e non (77).

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