A sette mesi dal terremoto il centro dell'Aquila è tutto da ricostruire | Geometra.info

A sette mesi dal terremoto il centro dell'Aquila è tutto da ricostruire

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Dopo il disastroso sisma del 6 aprile, il centro dell’Aquila è “zona rossa”: nessuno può metterci piede e ad entrare sono solo i Vigili del fuoco e le ditte che si occupano di puntellare gli edifici danneggiati e di completare i traslochi delle abitazioni rimaste in piedi.

Dopo sette mesi dunque la città non è cambiata. Non ancora  è partito il programma di demolizione degli edifici ormai irrecuperabili, né il restauro degli edifici privati, di quelli pubblici, e nemmeno di quelli di interesse artistico ed architettonico.

La Regione Abruzzo ha dato disposizione per ampliare i siti dove potranno essere conferiti i resti degli edifici terremotati, ma per il momento l’operazione non è ancora partita. Il primo problema della “zona rossa” è proprio questo: togliere le macerie. I Vigili del fuoco lavorano senza sosta per cercare di proteggere tutti quegli edifici di straordinaria bellezza – le chiese, le cattedrali, i palazzi storici – dall’inevitabile.

 Fin ora la priorità è stata quella di dare un tetto a chi lo aveva perso, ma nel frattempo, non è iniziato nessun lavoro di recupero e di restauro, e si teme che col passare del tempo diventi troppo tardi. Il centro è praticamente ovunque puntellato.

I problemi abitativi sono stati parzialmente risolti, anche se ancora quattromila persone restano nelle tende ed altre migliaia aspettano una casa stando in un albergo sulla costa. Ma all’Aquila non c’è più una chiesa intera, e tutti i palazzi delle istituzioni, dalla Prefettura al Comune alla Provincia, sono fortemente danneggiati e la pioggia e il maltempo arriveranno presto a finire il lavoro.

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