Abusi edilizi: è giusto intervenire dopo 32 anni? | Geometra.info

Abusi edilizi: è giusto intervenire dopo 32 anni?

La controversa questione è stata rimessa all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato e in attesa di conoscere la decisione finale, vediamo i due orientamenti della giurisprudenza

abusi edilizi
image_pdf

L’anno in cui l’edificio fu completato con opere edili abusivamente realizzate sull’immobile stesso era il 1982, mentre, era il 2014, l’anno in cui è stata ingiunta la demolizione dell’abuso edilizio.

Nell’affrontare la questione, il Consiglio di Stato si è reso conto di trovarsi davanti ad un’impasse davanti alla controversa questione degli effetti del passaggio di un notevole lasso di tempo (ovvero dopo 32 anni) nella repressione degli abusi edilizi e, in particolare, della necessità o meno di una specifica motivazione sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale all’adozione di una ordinanza di demolizione nel caso in cui tra la commissione dell’abuso e la sua repressione si trascorso un lungo periodo.

Ecco perché con l’ordinanza 24 marzo 2017, n. 1337, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato rimette la questione all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (scarica gratis il testo).

In particolare, il quesito rimesso al Consesso in plenaria è inerente al “se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo (nella specie, trasferito mortis causa) debba essere congruamente motivato sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata quando il provvedimento sanzionatorio intervenga a una distanza temporale straordinariamente lunga dalla commissione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi del provvedimento sanzionatorio”.

Sul punto ecco i due orientamenti emersi:

  1. secondo un primo orientamento giurisprudenziale (maggioritario), l’ordinanza di demolizione di un manufatto abusivo è legittimamente adottata senza alcuna particolare motivazione e indipendentemente dal lasso temporale intercorso dalla commissione dell’abuso, dovendosi escludere in radice ogni legittimo affidamento in capo al responsabile dell’abuso o al di lui avente causa. E si è precisato che ammettere la sostanziale estinzione di un abuso edilizio per decorso del tempo significherebbe configurare una sorta di sanatoria extra ordinem, di fatto, che potrebbe operare anche quando l’interessato non abbia inteso (o potuto) avvalersi del corrispondente istituto legislativamente previsto;
  2. secondo un secondo orientamento giurisprudenziale (minoritario) si devono individuare dei “casi-limite in cui può pervenirsi a considerazioni parzialmente difformi”; considerazioni che fanno leva sul lasso temporale intercorso dalla commissione dell’abuso, sulla buona fede del soggetto destinatario dell’ordinanza di demolizione diverso dal responsabile dell’abuso e sull’assenza, per mezzo del trasferimento del bene, di un intento volto a eludere la comminatoria del provvedimento sanzionatorio

Copyright © - Riproduzione riservata
Abusi edilizi: è giusto intervenire dopo 32 anni? Geometra.info