Brick Award 2014, i progetti vincitori | Geometra.info

Brick Award 2014, i progetti vincitori

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È il “Centro di formazione cinematografica di Kantana”, in Thailandia, il vincitore principale del Wienerberger Brick Award 2014, il premio biennale destinato alle costruzioni in laterizio più innovative.

Annunciato in una cerimonia a Vienna, il progetto dell’arch. Boonserm Premthada del Bangkok Project Studio l’ha ‘spuntata’ non solo nella sezione ‘Soluzione speciale‘, ma anche contro i progetti incoronati per le altre quattro categorie, in un’edizione dal forte respiro internazionale: i 50 finalisti infatti sono stati selezionati tra oltre 300 progetti provenienti da 26 paesi.

Nel complesso la galleria di progetti finalisti, che includeva anche realizzazioni italiane come la Cantina Antinori di Marco Casamonti-Studio Archea e la scuola primaria intitolata a Maria Grazia Cutuli (2A+P/A, IaN+, ma0 e Mario Cutuli), rivela una profonda originalità nell’uso del laterizio in edilizia a livello globale, spesso associata a una forte sensibilità sui temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica.

Il “Centro” thailandese vincitore sia del premio assoluto sia del premio di categoria “Soluzione speciale” è un edificio costruito con più di 600 mila laterizi fatti a mano, realizzati in uno degli ultimi villaggi della Thailandia in cui resta viva la tradizione della produzione del laterizio.

Fig.: Un’immagine del Kantana Film and Animation Institute, vincitore del “Gran premio”

Un progetto segnato da una forte connotazione sociale, considerando infatti che nella sua costruzione sono state coinvolte persone disoccupate appositamente formate per eseguire questa lavorazione.

Realizzato nel 2011, l’edificio è caratterizzato da muri in cui il laterizio è protagonista indiscusso a livello strutturale, donando al tempo stesso una grande valenza estetica. L’architettura delle murature, caratterizzata da forme, volumi e linee che da un lato evocano i templi tradizionali e dall’altra si fondono con il verde e l’ambiente circostante, gioca con la stratificazione dei laterizi che richiama subito alla mente le abilità tipiche della tradizione costruttiva locale.

Fig.: Ancora un’immagine del centro thailandese, firmato da Boonserm Premthada

Di seguito, i premi delle altre categorie. Nella sezione “Edifici unifamiliari” vince una casa edificata nella provincia cinese di Shaanxi pensata per garantire uno stile di vita sostenibile e “autosufficiente”. Il progetto dell’architetto John Lin dell’Università di Hong Kong è stato realizzato con murature in laterizio a doppio strato, con valenza portante, estetica e termoisolante, disposti a formare quattro cortili interni che collegano le varie stanze tra loro, mentre il tetto assolve varie funzioni fornendo uno spazio per l’essiccazione della carne, per la raccolta dell’acqua piovana e come area per il relax.

Fig.: A House for All Seasons di John Lin

Nella categoria “Nuovi edifici pubblici” è stato premiato il progetto dello studio Lro – Lederer Ragnarsdóttir Oei GmbH & Co.KG per l’ Art Museum di Ravensburg in Germania, scelto dalla giuria per il carattere di “atemporalità” della sua architettura fortemente materica, armonizzata perfettamente con il paesaggio urbano circostante. Grande risalto anche al valore di sostenibilità della realizzazione poiché per la sua edificazione sono stati utilizzati laterizi provenienti dalla demolizione di un vicino monastero.

Fig.: Ravensburg Art Museum di studio Lro – Lederer Ragnarsdóttir Oei GmbH & Co.KG

Per la sezione “Ristrutturazione di edifici pubblici” scelto il Buda Art Centre dello studio di architettura belga “51N4E”. La giuria è stata molto impressionata dalle modalità e soluzioni architettoniche con cui una ex fabbrica di tintura tessile sull’isola di Buda è stata trasformata in uno spazio espositivo e centro culturale con costi estremamente ridotti. Le pareti realizzate in laterizio giallo formano due pentagoni concentrici dove trovano spazio sale e laboratori, fino a culminare in una terrazza panoramica. Apprezzata la perfezione del materiale, l’impiego dei laterizi in forme architettoniche che richiamano la tradizione costruttiva del nord Europa e la combinazione armoniosa del vecchio con il nuovo, nel segno della continuità e del giusto contrasto, mediante un design sofisticato e una ricerca architettonica che ha toccato livelli altissimi.

Fig.: Il Buda Art Centre di 51N4E

Infine, per la categoria “Interventi urbani”, il progetto premiato è una scuola professionale di cucina, progettata dallo studio Sol89, nata dal recupero di un ex mattatoio vicino alla città di Cadice in Spagna. Dominata da una facciata dalle linee pulitissime, anche questo progetto gioca sulla rivisitazione di un edificio esistente, donando una efficace rilettura del significativo passato e creando una felice continuità con la nuova funzione didattica degli spazi. Per questo edificio è stato usato un solo tipo di laterizio e un tipo di piastrelle per la realizzazione di tutte le superfici, verticali, orizzontali e inclinate dell’edificio, convincendo per la sua compattezza e coerenza.

Fig.: La scuola di cucina nell’ex mattatoio a Cadice di Sol89

Da segnalare i due premi speciali assegnati dalla giuria, il primo allo studio di architettura K2S per il Paasitorni Hotel & Conference Centre, realizzato a Helsinki in Finlandia con i suoi particolarissimi laterizi faccia vista color avorio; il secondo allo studio Rusan arhitektura per il progetto della “Casa della Luce” realizzata a Pola, in Croazia, un edificio pensato per ospitare gli uffici della società Lumenart con un design originalissimo che dà vita a superfici tridimensionali in laterizio, cemento e cristallo.

Fig.: Il Paasitorni Hotel & Conference Centre di K2S

Fig.: La “Casa della luce” – Lumenart di Rusan arhitektura

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