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Come funzionano i pavimenti galleggianti

Per ottenere l’isolamento al rumore da calpestio, un buon risultato si può ottenere con il pavimento galleggiante. Vediamo come funziona

Esempio di pavimento galleggiante, azienda Prismac
Esempio di pavimento galleggiante, azienda Prismac
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Realizzare un pavimento galleggiante può essere una buona strategia per migliorare l’isolamento al rumore negli edifici.
La posa del massetto sopra uno strato di materiale isolante anticalpestio conduce a un sostanziale miglioramento dell’isolamento al calpestio. È il cosiddetto pavimento galleggiante.
Il pavimento galleggiante, combinato con la soletta nuda, costituisce un sistema tipo massa-molla-massa, del tutto simile a quello formato da parete e controparete flessibile distanziata. Anche in questo caso, il pavimento galleggiante raggiunge la massima efficacia alle frequenze più alte di quella di risonanza, che dipende dalla massa per unità di superficie del massetto e dalla rigidità dello strato isolante. La rigidità dinamica dei materiali isolanti al calpestio deve essere compresa tra 10 MN/m3 e 50 MN/m3 circa.

La posa del pavimento galleggiante, inoltre, contribuisce anche ad aumentare il potere fonoisolante della soletta strutturale nei confronti della trasmissione acustica per via aerea. Al contrario dell’attenuazione del rumore di calpestio, il miglior isolamento dal rumore per via aerea dipende dalla massa della soletta e corrisponde a un valore compreso tra 3 dB (soletta piena in calcestruzzo armato, spessore 250 mm) e 6 dB (solaio nervato leggero in calcestruzzo armato con parte strutturale compressa, spessore 100 mm).

Praxis Acustica 1_FIG 1_Pavimento galleggiante con giunto d'angolo

Pavimento galleggiante con giunto d’angolo (disegno tratto da “Praxis Acustica”, Utet Scienze Tecniche, p.34)

Le lastre di materiale isolante al calpestio sono generalmente realizzate in fibra minerale o polistirene elasticizzato. L’applicazione si estende anche ad alcuni prodotti naturali, si hanno ad esempio pannelli in fibra morbida ad alta flessibilità o fibra di cocco, oltre che a diversi materiali di riciclo.

Con la sigla SD 20, contenuta nell’etichetta CE dei pannelli isolanti al calpestio, viene indicato che il materiale possiede una rigidità dinamica contenuta al massimo entro il valore di 20 MN/m3. L’attenuazione del livello di pressione sonora di calpestio ΔL su solette monolitiche è compresa tra 20 e 30 dB. Oltre a dover considerare le caratteristiche fonoisolanti del materiale, la progettazione deve tenere conto anche dei massimi carichi di esercizio.

Dal punto di vista acustico, una rigidità dinamica compresa entro 20 MN/m3 (SD 20) corrisponde a un buon livello di isolamento per pannelli isolanti da 20-30 mm di spessore e a bassa comprimibilità, da utilizzare nei pavimenti galleggianti con carico di esercizio fino a 2 kN/m2 (residenza) e anche fino a 5 kN/m2 (locali di riunione).

Gli strati isolanti più sottili di materiale resiliente sono di regola più rigidi di quelli con uno spessore maggiore. La posa di strati di spessore inferiore a 10 mm, inoltre, aumenta il rischio dei ponti acustici, poiché in questo caso possono verificarsi punti di maggiore compressione dovuta alla presenza di residui di malta, brecciolino o semplici irregolarità della soletta.
Con l’espressione “ponte acustico di trasmissione delle vibrazioni”, si intende indicare quei collegamenti rigidi che possono verificarsi tra il massetto e, ad esempio, la soletta portante. La loro presenza contribuisce a ridurre in modo determinante il potere fonoisolante, aumenta la trasmissione acustica per via aerea e si rivela spesso all’origine di danneggiamenti di varia natura.

Occorre particolare attenzione nella realizzazione dei dettagli. I nastri perimetrali di materiale isolante, ad esempio in PE espanso o fibra minerale, devono essere posati con continuità anche in prossimità dello spicco di pareti, di passaggi di tubature, telai di infissi, mensole per radiatori ecc. I risvolti perimetrali dotati di bande autoadesive garantiscono maggiore sicurezza in fase di esecuzione, poiché si incollano allo strato di separazione e, formando una specie di vasca, evitano le infiltrazioni di malta dal massetto. I nastri perimetrali di materiale elastico dovrebbero risvoltare sopra il massetto per almeno 3 cm; possono essere tagliati soltanto dopo la posa del pavimento, per impedire la formazione di ponti acustici conseguente all’intasamento del giunto o durante la posa dello strato superiore di rivestimento (colla da pavimento, scolo dei giunti tra le piastrelle, parquet, colla da moquette). Una esecuzione a regola d’arte dovrebbe prevedere, anche a livello contrattuale, la competenza del taglio delle bande perimetrali al posatore della pavimentazione.

Nella zona delle porte collocate tra due ambienti con particolari requisiti acustici, i pavimenti galleggianti devono essere separati mediante posa di nastri perimetrali di materiale elastico. Un semplice taglio fatto con la cazzuola non è sufficiente a impedire efficacemente la trasmissione delle vibrazioni.
Qualora i divisori leggeri siano collocati sopra il pavimento galleggiante continuo, il massimo livello di potere fonoisolante in opera ottenibile sarà R’w ≈ 35-40 dB, a causa soprattutto della propagazione orizzontale del suono attraverso il massetto (come avviene nel caso di pareti laterali monolitiche e sottili con massa esigua).

Occorre inoltre prestare attenzione a un ulteriore effetto: la frequenza di risonanza dei pavimenti galleggianti è nella maggior parte dei casi compresa tra 60 e 80 Hz, la stessa delle vibrazioni causate dai veicoli su rotaia. Se una nuova costruzione si trova nei pressi di una strada ferrata (nel raggio di 100 m, e nel caso di suolo roccioso anche a distanze molto maggiori), è opportuno procedere a un’analisi delle vibrazioni per valutare con esattezza le possibilità di trasmissione. Altrimenti potrebbe accadere che le consistenti vibrazioni del pavimento nello spettro della frequenza di risonanza conducano all’emissione di vibrazioni e di fenomeni sonori disturbanti a bassa frequenza.

Versione italiana del testo a cura di Enrico De Angelis

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