Crollo della Casa dello Studente: mancava un pilastro | Geometra.info

Crollo della Casa dello Studente: mancava un pilastro

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Non è stato il terremoto che ha causato la morte degli studenti a L’Aquila ma la mancanza di un pilastro portante nell’ala nord della casa dello studente. È quanto emerge dalle perizie consegnate alla Procura della Repubblica, dai consulenti nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati, per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, 15 tra tecnici e costruttori.

“L’ala nord collassata – si legge nella relazione firmata dai consulenti Francesco Benedettini e Antonello Salvatori – non aveva un pilastro, presente in altri punti corrispondenti dell’edificio che invece hanno retto”.

In base alle valutazioni dei sismologi, la scossa del 6 aprile è giudicata “di magnitudo moderata”: il cedimento della struttura è da ricondurre a responsabilità umane. L’edificio era stato realizzato nel 1965 come magazzino privato ed adibito a residenza universitaria nel 1980. Secondo le indagini, “Il progettista non ha previsto in alcuna parte dell’edificio un sistema resistente adatto a sopportare azioni orizzontali provenienti da tutte le direzioni”;

“L’impresa esecutrice non ha disposto le staffe di armatura dei pilastri all’interno dei nodi della struttura, secondo quanto previsto dal progetto”; “Il calcestruzzo usato appare fortemente disomogeneo da potersi definire scadente e in complesso di qualità inferiore rispetto alle specifiche progettuali”; “Dopo la realizzazione dell’edificio nessuno ha mai chiesto o fatto lavori di adeguamento funzionale che riguardassero le strutture, anche quando cambiava la destinazione di uso da civile abitazione a residenza universitaria”; “Ci sono danni alle strutture causati da cattiva posa in opera degli impianti termici, idrici ed elettrici”.

I periti confermano anche altre indiscrezioni, tra queste: il fatto che la scala di emergenza è crollata perché non era saldamente attaccata alla struttura, e che le travi e i pilastri del piano terra erano intrisi di umidità. E poi altri fattori come il sovraccarico sul tetto crollato causato dai pannelli solari del peso di circa 400 chilogrammi.

Insomma, come si legge nella perizia, “tutte le lacune strutturali non sono mai state oggetto di valutazione da parte dei responsabili delle varie amministrazioni dello stabile, dei vari progettisti, dei direttori dei lavori”.

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