Cessione del credito di imposta da ecobonus: in cosa consiste? | Geometra.info

Cessione del credito di imposta da ecobonus: in cosa consiste?

La legge di Stabilità ritocca l’ecobonus introducendo la possibilità, per taluni soggetti, di pagare i lavori edili con il credito d’imposta verso lo Stato. Ecco come funziona

ecobonus condomini
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La legge di Stabilità per il 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208, pubblicata in G.U. il 30.12.2015), nel prendere atto del successo degli incentivi fiscali per la ripresa dell’economia, soprattutto nel settore edilizio, ha prorogato, come noto, le detrazioni fiscali già previste per gli interventi sugli edifici esistenti accompagnandole con alcune novità, fra le quali la possibilità di fruire dell’ecobonus anche per l’installazione di dispositivi per il controllo da remoto degli impianti termici; l’estensione dello stesso agli Istituti autonomi per le case popolari (per gli interventi di efficientamento energetico realizzati su immobili di proprietà e comunque adibiti ad edilizia residenziale pubblica), nonché la possibilità di estendere l’ecobonus a soggetti che non potevano beneficiarne.

 

Cessione del credito di imposta “da ecobonus”: in cosa consiste?

Si tratta della possibilità riconosciuta a soggetti che si trovano nella c.d. “no tax area”, che siano condòmini di edifici oggetto di riqualificazione energetica nelle parti comuni, di optare per la cessione del relativo credito di imposta (ecobonus) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi.

Questa cessione potrà avvenire con modalità da definire con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore di questa disposizione.

La cessione potrà essere applicata per le spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

 

La norma

L’art. 1, comma 74 della legge di Stabilita per il 2016, nell’inserire il comma 2 bis all’art 14 decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, oltre a prorogare per il 2016 i benefici fiscali per gli interventi sugli edifici come accennato in precedenza, ha stabilito che in luogo della detrazione taluni soggetti (articolo 11, comma 2, e articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 5, lettera a), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917)

“possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato i predetti interventi, con modalità da definire con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione“.

 

Destinatari

La disposizione si rivolge a soggetti che si trovano nella c.d. “no tax area”, quali pensionati, dipendenti e autonomi.
La disposizione sembrerebbe voler favorire quei contribuenti che si trovano in una condizione di completa esenzione e non già quelli che sono privi di reddito o quelli con una totale o parziale incapienza fiscale, determinando una situazione di disparità. Se dunque questa novità evidenzia una disponibilità del Fisco verso situazioni nelle quali non è di fatto possibile beneficiare di un bonus fiscale – peraltro creato per dare il più ampio impulso all’economia e al recupero del vasto patrimonio edilizio nazionale – a parere di alcuni la norma avrebbe potuto tener conto anche di altre posizioni contributive soggettive (ad esempio l’incapienza parziale). Occorrerà dunque attendere i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate.

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