Edifici scolastici: 25% senza manutenzione, solo il 7% è antisismico | Geometra.info

Edifici scolastici: 25% senza manutenzione, solo il 7% è antisismico

Il XV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole italiane

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Il XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole italiane fa il punto su sicurezza, qualità e accessibilità degli edifici scolastici, sulla base dei dati del monitoraggio condotto su 75 edifici scolastici di 10 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) a cui si aggiungono i dati ricavati, per la prima volta, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province. Le risposte pervenute hanno permesso di censire 4401 edifici scolastici di 18 Regioni.

Una scuola su quattro (23%) ha una manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato. Un quarto circa di aule, bagni, palestre e corridoi presenta distacchi di intonaco; segni di fatiscenza, come muffe ed infiltrazioni, sono stati riscontrati nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule, nel 28% dei corridoi, nel 24% dei bagni. Un terzo circa delle aule ha segni di fatiscenza, arredi non a norma ed è priva di tapparelle o persiane; una su quattro distacchi di intonaco e spigoli non protetti.
Non tutte le scuole sono dotate di palestre che mancano nel 28% delle scuole monitorate. Il 37% presenta muffe, infiltrazioni o altri segni di fatiscenza, più di una su quattro (28%) ha distacchi di intonaco. La pulizia scarseggia: polvere (29%), sporcizia (25%) e cattivi odori (21%) caratterizzano circa una palestra su quattro.
Le mense sembrano essere in condizioni migliori, sebbene nel 44% siano prive di porte antipanico e nel 37% presentino impianti elettrici obsoleti.
Il cortile è presente nell’88% delle scuole monitorate, ma quasi in un caso su tre (30%) è usato come parcheggio da personale e famiglie, e in un caso su quattro presenta ingombri o rifiuti (23%) o aree verdi degradate (24%).
Metà dei bagni (47%) è privo di carta igienica; nel 64% manca il sapone e nel 77% qualsiasi tipo di asciugamano. Pavimenti irregolari nel 22% dei servizi igienici, finestre e porte rotte rispettivamente nel 7% e nel 10%, segni di sporcizia nel 16% dei casi. Ancora una scuola su cinque (19%) risulta priva di bagni per disabili.
Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che nel 74% non sono stati mai effettuati dall’Ente locale. Nel 21% dei casi, l’Ente è intervenuto con molto ritardo, nel 5% con qualche ritardo e in nessun caso tempestivamente.

Scuole in zone sismiche
Delle scuole situate in zona sismica (oltre la metà), solo un quarto ha l’agibilità statica, poco meno della metà il collaudo. In poco più di un quarto (27%) è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, obbligatoria dal 2013. Ben pochi gli edifici su cui sono stati effettuati interventi di miglioramento e adeguamento sismico: la media nazionale è rispettivamente del 12% e del 7%. Assai indietro il e la Campania (6% di scuole migliorate sismicamente e 4% adeguate). Umbria (59%), Abruzzo (51%), Molise (50%), e Liguria (49%) sono le regioni in cui sono state effettuate in numero maggiore; mentre fanalino di coda sono Puglia (11%), Calabria ed Emilia Romagna (8%), Campania (4%), Lazio (3%), Sicilia (0).

Sicurezza interna
Nel 18% delle scuole a più piani, non sono presenti scale di sicurezza. Non ci sono uscite di sicurezza sui corridoi nel 19% degli istituti. Altrettanto assenti le porte anti panico, non obbligatorie ma preziose soprattutto per gli ambienti comuni: mancano nell’82% dei bagni, nel 73% delle aule, nel 66% delle biblioteche, nel 44% delle mense e nel 27% delle palestre. Solo una scuola su tre presenta vetrate conformi a quanto prevede la legge.
Gli impianti elettrici sono completamente a norma in meno di un’aula su quattro e soltanto nel 15% delle palestre e nel 9% delle mense.
Il 71% delle scuole ha un sistema di vigilanza all’ingresso, svolto per lo più da personale scolastico (81%), così come sono in aumento i sistemi di videosorveglianza (presenti in quasi una scuola su tre). Ancora persiste la cattiva abitudine di lasciare i cancelli aperti (45%) durante l’orario scolastico.
Le uscite di emergenza sono segnalate correttamente nel 90% degli edifici, anche se nell’8% sono state trovate chiuse o ingombre di materiali; il Piano di emergenza è presente nel 97% (i dati Miur parlano del 71%), il Documento di valutazione dei rischi nel 91% (in linea con il 90% indicato dai dati MIUR). Nell’11% delle scuole non è stato trovato alcun cartello che segnalasse il divieto di fumo.

Junk food
Il 53% delle scuole è dotato di distributori automatici di bevande e Il 44% presenta anche distributori automatici di snack: merendine (81%), biscotti farciti (87%), barrette di cioccolata (87%), crackers (93%), patatine (90%), popcorn (24%). In nessuna scuola è stata rilevata la presenza di distributori con prodotti naturali, freschi e biologici.

Collaudo statico
Il 45% dei 3.362 edifici scolastici che hanno risposto alla domanda ne è in possesso, il 18% ne è privo; nel 37% non è stata fornita la risposta. Piuttosto preoccupante la situazione del Lazio, dove, fra le scuole censite, solo l’8% ha l’agibilità e il 14% il collaudo statico. Non va meglio per Campania (rispettivamente 11% delle scuole con agibilità e 17% con collaudo) e Calabria (13% e 21%). Più virtuose il Piemonte (54% e 83%), il FVG (52% e 65%) e la Liguria (50% e 43%).

Le proposte di Cittadinanzattiva

  • Rivedere la normativa sulla sicurezza delle scuole (in particolare la legge 81/2008 e il DM 18/12/1975) affinché le norme sulla sicurezza siano adeguate al contesto scolastico.
  • Fornire, da parte del Miur, un supporto operativo a Città metropolitane e Province affinché provvedano, in tempi celeri, all’inserimento dei dati relativi al patrimonio edilizio scolastico in vista della nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica, di cui chiediamo siano resi noti, tempi, modalità e costi di realizzazione.
  • Costruire nuove scuole e riqualificare le esistenti, attraverso una progettazione condivisa anche con gli attori della scuola e del territorio.
  • Avviare procedure di controllo ferree su imprese ed enti che realizzano interventi in ambito scolastico, garantendo ai cittadini l’accessibilità alle informazioni e alle documentazioni sui lavori.
  • Definire le condizioni e i criteri con cui decidere la chiusura o riapertura delle scuole dopo un sisma.
  • Implementare in tutti i comuni i piani comunali di emergenza e raccordarli con i piani di emergenza delle scuole.
  • Dotare i bagni degli studenti di prodotti igienici-sanitari ed eliminare dai distributori automatici i prodotti “junk food”.

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