Edilizia: tre "esse" per ripartire | Geometra.info

Edilizia: tre "esse" per ripartire

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La crisi attanaglia ancora il mercato e l’industria italiana delle costruzioni. Lo scenario economico che caratterizza il nostro Paese è ancora sostanzialmente recessivo.

Secondo il Cresme in tre anni la produzione del settore delle costruzioni ha perso oltre 25 miliardi in valore a prezzi correnti, corrispondente a un taglio del 18,4% a prezzi costanti. Solo nel 2010 la flessione ha raggiunto il 6,6% e il settore registrerà una ulteriore flessione dello 0,5% nel 2011. La caduta è stata particolarmente forte per le nuove costruzioni residenziali, che hanno registrato una diminuzione del 15,9% nel 2010 e del 2,9% nel 2011. Nel comparto delle nuove costruzioni non residenziali la flessione è stata altrettanto grave: -13,6% nel 2010 e -2,5% nel 2011.

Il ruolo anticongiunturale della spesa pubblica non c’è stato: gli investimenti in nuove opere del genio civile sono scese dell’11% nel 2010 e del 3% nel 2011.

A tenere in piedi il mercato delle costruzioni nel residenziale è l’attività di riqualificazione, cresciuta del 2,2% nel 2010 e del 2% nel 2011 – ha spiegato il Direttore del Cresme Lorenzo Bellicini. Nel non residenziale il recupero ha mantenuto invece segno negativo sia nel 2010 che nel 2011; solo con il 2012 si dovrebbe tornare a valori positivi con un +0,9%”.

Per il presidente di Federcostruzioni Paolo Buzzetti bisogna puntare su Sviluppo, Sostenibilità e Semplificazione, dove Sviluppo vuol dire concentrare le risorse sulle infrastrutture in un coerente ed equilibrato mix tra poche opere strategiche rispondenti a precise scelte di priorità e una serie di piccole opere in grado di ridare vigore al sistema delle imprese agendo sul territorio e garantendo servizi e qualità della vita; agire sulla leva fiscale, come previsto dal Decreto sviluppo; privilegiare le nuove generazioni, sostenendo la crescita di una società della conoscenza investendo nell’innovazione e nella alta formazione, dando stabilità di lavoro ricreando le condizioni per un ritorno dei nostri giovani; restituire al sistema economico la certezza della legalità e della competizione trasparente.

La Sostenibilità è la sfida del futuro, che Federcostruzioni ha assunto come riferimento per la propria attività produttiva ed economica, da perseguire attraverso efficaci interventi di incentivazioni e di sostegno.

Ma non è possibile raggiungere questi obiettivi senza una reale Semplificazione. Ci vuole una rivoluzione culturale basata su due principi, ha spiegato Buzzetti. Da un lato il rispetto reciproco tra imprese e amministrazioni pubbliche, in una logica di uguaglianza e di pieni diritti e doveri, e dall’altro la consapevolezza da parte dei funzionari pubblici che sostenere le imprese e garantire loro una efficiente possibilità di azione è di interesse della collettività e quindi del pubblico.

A.U.

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