Fascicolo del Fabbricato, per i sindacati di categoria è priorità assoluta | Geometra.info

Fascicolo del Fabbricato, per i sindacati di categoria è priorità assoluta

La proposta arriva da Fillea Cgil: “La sua obbligatorietà è imprescindibile, oggi il 67% della popolazione vive in zone a rischio sismico”.

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Istituire il Fascicolo del Fabbricato: un obbligo necessario per  salvaguardare “l’81% dei comuni italiani che è in aree ad alta criticità idrogeologica e quasi il 67% della popolazione che risiede in zone a rischio sismico”.

La proposta del Fascicolo del Fabbricato è stata presentata da Fillea Cgil a Napoli, durante un convegno svoltosi presso la biblioteca di area umanistica Brau dell’Università Federico II, organizzato da Fillea nazionale e Campania, in collaborazione con la Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli. La proposta della categoria degli edili della Cgil per istituire il Fascicolo del Fabbricato è condivisa con alcune associazioni professionali presenti all’evento, come Federperiti Industriali aderente a Confedertecnica, Ana e Cia Archeologi, Geomobilitati – Federazione nazionale geometri-geometri laureati e InArch, Istituto nazionale di architettura, ed è stata esposta dalla segretaria nazionale del sindacato Ermira Behri, che ha aperto il convegno.

Per il sindacato, “il Fascicolo del Fabbricato, una volta a regime, dovrà contenere:

  • la condizione sismica e strutturale dell’edificio e dell’unità abitativa, secondo una classificazione omogenea a livello nazionale;
  • la classe energetica ovvero impianti e consumi e la classe dell’esposizione al rumore (salubrità in senso generale)”.

La Fillea Cgil chiede, inoltre, che “le certificazioni sismiche partano da verifiche concrete e tecniche dell’edificio, attraverso l’impiego di professionisti qualificati con competenze specifiche”.

D’altronde, i numeri parlano chiaro. Come ha ricordato nel suo intervento Ermira Behri, “oltre l’80% degli edifici pubblici è risalente a prima dell’introduzione delle norme tecniche del 2000 ed il 56% a prima degli anni ’70”. Ma non solo: “Si stima che oltre 100 mila siano gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nelle grandi città; oltre 400 mila gli alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica nel resto del territorio nazionale e sono circa 800 mila gli edifici con più di 40 anni di vita. A questi andrebbero aggiunti gli edifici caratterizzati da degrado per ragioni costruttive (boom edilizio anni ‘60 e ‘70, edifici abusivi multipiano, costruzioni concepite in funzione della speculazione edilizia a discapito della qualità dei materiali) per altri 2 milioni circa di unità abitative. Non sono quindi più a rischio solo gli edifici storici ma anche quelli contemporanei, che invecchiano molto prima”.

Tra le innovazioni necessarie per velocizzare l’istituzione del Fascicolo di Fabbricato, vi è anche la completa digitalizzazione degli archivi dei catasti, da mettere a disposizione dei professionisti abilitati, e la condivisione in rete delle certificazioni energetiche già diffuse. “In questo modo – ha aggiunto Behri – sarà più semplice definire la versione elettronica del fascicolo, che potrà rendere accessibile a tutti gli attori del processo la consultazione”.
Per la Fillea e per le associazioni professionali quella dell’introduzione del Fascicolo Unico di Fabbricato sarà un processo inevitabilmente lungo “ma è possibile individuare tappe a breve e medio termine, utilizzando fin da subito una serie di strumenti già presenti, penso alle agevolazioni fiscali, al sisma-bonus, alle linee guida per la classificazione del rischio sismico, a rendere cedibili alle banche tutti i vari bonus sia per la ristrutturazione che per risparmio energetico ed interventi antisismici, di fatto estendendo un sistema che è stato già riconosciuto per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia. Ed ancora, penso alla trasformazione dei vari bonus in erogazione diretta per gli incapienti e ad estendere a 5 anni (come per il Sisma Bonus) il tempo di restituzione-erogazione di tutti i contributi per interventi edili”.

Una volta a regime il Fascicolo di Fabbricato dovrà contenere una parte generale (se l’unità abitativa fa parte di un condominio o strutture con più di 4 unità abitative) e una parte specifica (per la singola unità). Andranno poi differenziate queste “carte di identità” tra edifici storici e edifici moderni, richiedendo classificazioni, attestazioni e analisi a professionisti delle diverse specializzazioni.
Tra le proposte di medio periodo, il sindacato e i professionisti puntano anche a “introdurre, con gradualità, l’obbligatorietà delle manutenzioni programmate (una sorta di ‘revisione obbligatoria’ come per i veicoli a motore)”. Suggeriscono, infine, di “prevedere un adeguamento ordinario ogni 20 anni, come accade in diversi Paesi europei: in questo modo ogni intervento significativo sullo status energetico, sismico o del rumore, potrà prevedere un aggiornamento del fascicolo di fabbricato”.

PER APPROFONDIREChe cos’è il fascicolo del fabbricato?

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