Gli interventi edilizi illegittimi vanno subito denunciati: lo dice il Consiglio di Stato | Geometra.info

Gli interventi edilizi illegittimi vanno subito denunciati: lo dice il Consiglio di Stato

La tutela contro interventi edilizi illegittimi non devono essere differiti nel tempo ma vanno immediatamente denunciati per non creare situazioni di incertezza giuridica

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La pronuncia del Consiglio di Stato n. 3191 del 18 luglio 2016 (in calce all’articolo) non lascia spazio a dubbi.

Agire tempestivamente non solo assicura al vicino la tutela, in sede giurisdizionale, dei propri interessi nei confronti di un intervento ritenuto illegittimo, ma salvaguarda anche l’interesse del titolare del permesso di costruire affinché l’esercizio di detta tutela venga attivato senza indugio e non irragionevolmente o colposamente differito nel tempo, “determinando una situazione di incertezza delle situazioni giuridiche in contrasto con gli evidenziati principi ordinamentali”.

Il Consiglio di Stato, seguendo un filone di pensiero più che consolidato, ritiene che il termine di impugnazione debba decorrere dal completamento dei lavori o, comunque, dal momento in cui la costruzione è realizzata.

Questo comporterebbe una situazione di assoluta certezza giuridica nella quale si ha effettiva conoscenza, da una parte, della portata illegittima dell’intervento e, dall’altra, permette al soggetto titolare della concessione di conoscere la sorte del proprio titolo , poiché, oltre una ragionevole misura di attesa, il ritardo dell’impugnazione si risolverebbe in un danno aggiuntivo connesso all’ulteriore avanzamento dei lavori che, ex post, potrebbero essere dichiarati illegittimi.

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Nella fattispecie presa in esame, è comprovato come l’originaria ricorrente fosse consapevole, sin dalla fine del mese di maggio 2014, dell’intervento progettato e in grado di valutarne l’eventuale incidenza lesiva sulla propria sfera giuridica, nonostante ciò il ricorso introduttivo di primo grado è stato notificato a settembre 2014, e dunque ampiamente oltre il termine di decadenza, maturato a fine luglio 2014.
Questo comporta che le stesse censure avverso le concessioni edilizie non trovino il loro fondamento nella loro pienezza. Nel caso in esame, infatti, oltre, la censura contro il ritardo dell’impugnazione, viene sottolineata come l’intervento edilizio non si fosse limitato solo all’ampliamento del manufatto ma ad una nuova costruzione non consentita dalla legge.

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