Il contributo di costruzione è dovuto se il fabbricato da ricostruire è crollato a seguito di un incendio? | Geometra.info

Il contributo di costruzione è dovuto se il fabbricato da ricostruire è crollato a seguito di un incendio?

Per il Consiglio di Stato sussiste l'obbligo di corrispondere il contributo di costruzione per la ricostruzione di una porzione di fabbricato crollata a seguito di un incendio

contributo di ricostruzione e incendio
image_pdf

Ai fini dell’esenzione dal contributo di costruzione, l’evento deve caratterizzarsi per straordinarietà, imprevedibilità e una portata tale da essere anche solo potenzialmente pericoloso per la collettività, ciò non è, tuttavia, sufficiente a qualificarlo quale “calamità pubblica“, posto che deve comunque trattarsi di un evento non affrontabile e risolvibile con ordinari strumenti di intervento (come ad esempio un incendio), sia sul piano concreto che su quello degli atti amministrativi.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato, del 30 maggio 2017, n. 2567 (il testo della sentenza è disponibile gratis alla fine dell’articolo) sussiste l’obbligo di corrispondere il contributo di costruzione per la ricostruzione di una porzione di fabbricato crollata a seguito di un incendio.

Il permesso di costruire è provvedimento naturalmente oneroso, di modo che le norme di esenzione devono essere interpretate come “eccezioni” ad una regola generale (e da considerarsi, quindi, di stretta interpretazione), non essendo consentito alla stessa potestà legislativa concorrente di ampliare le ipotesi al di là delle indicazioni della legislazione statale, da ritenersi quali principi fondamentali in tema di governo del territorio.

L’art. 17, co. 3, lett. d), del TU edilizia prevede l’esenzione dal contributo di costruzione “per gli interventi da realizzare in attuazione di norme o di provvedimenti emanati a seguito di pubbliche calamità“.

Si tratta di due distinte ipotesi, ambedue sorrette dal presupposto della “pubblica calamità”. Quest’ultima deve essere intesa come un evento imprevisto e dannoso che, per caratteristiche, estensione, potenzialità offensiva sia tale da colpire e/o mettere in pericolo non solo una o più persone o beni determinati, bensì una intera ed indistinta collettività di persone ed una pluralità non definibile di beni, pubblici o privati.

Qui tutte le notizie sul tema dell’antincendio per i geometri

Ciò che caratterizza, dunque, il carattere “pubblico” della calamità e la differenzia da altri eventi dannosi, pur gravi, è la riferibilità dell’evento (in termini di danno e di pericolo) a una comunità, ovvero ad una pluralità non definibile di persone e cose, laddove, negli altri casi, l’evento colpisce (ed è dunque circoscritto) a singoli, specifici soggetti o beni e, come tale, è affrontabile con ordinarie misure di intervento.

In tal senso, gli artt. 2, co. 1, lett. c) e 5, L. 24 febbraio 1992, n. 225, prevedono il conferimento di poteri straordinari di ordinanza per il caso di “calamità naturali” (e, come tali, “pubbliche“), e l’art. 54, D.P.R. 8 agosto 2000, n. 267, conferisce al Sindaco, quale Ufficiale di Governo, il potere (delegabile nei limiti previsti dal medesimo articolo) di emanare ordinanze contingibili e urgenti “al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”; potere di ordinanza che va tenuto distinto da quello, di carattere “ordinario” e riferito al Sindaco quale rappresentante della comunità locale, previsto dall’art. 50 del medesimo Testo Unico degli Enti locali.

In conclusione, perché possa ricorrere l’ipotesi di esenzione di cui all’art. 17 cit., occorre che gli interventi da realizzare costituiscano attuazione di norme o di provvedimenti amministrativi che espressamente li prevedono (e non siano invece effetto di una scelta volontaria del soggetto, sia pure in conseguenza di provvedimenti emanati), e che siano stati adottati a seguito di eventi eccezionali, dannosi o pericolosi per la collettività, tali da richiedere l’esercizio di poteri straordinari.

Nel caso affrontato dal Consiglio di Stato, l’incendio che ha colpito l’immobile si caratterizza quale evento che ha colpito beni specifici e che, per dimensioni, caratteristiche ed intensità, è stato tale da non richiedere particolari interventi di contrasto o esercizio di poteri straordinari.

Ne consegue, quindi, la inapplicabilità dell’esenzione di cui all’art. 17, co. 3, lett. d), D.P.R. n. 380/2001.

Copyright © - Riproduzione riservata
Il contributo di costruzione è dovuto se il fabbricato da ricostruire è crollato a seguito di un incendio? Geometra.info