Il governo Letta alla prova dell'Imu | Geometra.info

Il governo Letta alla prova dell’Imu

wpid-15188_lettagrande.jpg
image_pdf

La questione “Imu” tiene banco nella discussione dentro e fuori il neo-eletto governo di larghe intese. Nelle ore scorse il premier Enrico Letta ha parlato di “sospensione della rata di giugno” dell’imposta, sottolineando inoltre la necessità di ridiscutere al più presto delle modalità di superamento della tassa. Un’affermazione scaturita anche in seguito al pressing del Pdl che, com’è noto, ha inserito l’abolizione dell’Imu tra i fattori maggiormente determinanti per la garanzia di fiducia e stabilità del neonato Governo. Per il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta, “l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa dal 2013 e la restituzione di quella versata nel 2012 farà ripartire, da subito, la domanda, i consumi, e con essi il settore edilizio, il mercato immobiliare e tutto l’indotto, anche con riferimento agli affitti. Noi insistiamo su questo punto per precisi valori economici: l’economia può ripartire solo in un quadro di aspettative positive”.

Sulla questione è intervenuta perentoriamente l’Ocse, che nel Rapporto sulla situazione dell’economia italiana nel 2013 invita a concentrarsi sul tema della riduzione delle tasse sul lavoro piuttosto che sull’eliminazione dell’Imu, definita “impossibile” per il momento. Sarebbe invece da praticare “l’eliminazione delle agevolazioni fiscali per incrementare la base imponibile e quindi un ritocco delle aliquote marginali senza impatto sulle entrate”. Non si può, in sostanza, allentare la presa fiscale nazionale, ma bisogna continuare sulla scia delle riforme strutturali per consolidare gli sforzi di riduzione del debito.

L’ipotesi di stop all’Imu tira in ballo la situazione già difficile dei Comuni, sulla quale è intervenuto il neo-ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio, presidente Anci e sindaco di Reggio Emilia). In un’intervista a Repubblica Delrio parla di due possibili scenari dopo la sospensione della rata di giugno: “l’eliminazione dell’Imu per i più poveri e per gli altri una riduzione dell’imposta in base al reddito. Ma il punto d’approdo ancora non c’è”. Delrio rassicura sul fatto che il Governo “non manderà in crisi di bilancio i Comuni”, sottolineando come nel programma presentato non si sia parlato di restituzione, e precisa che per tagliare le tasse non saranno tagliati i servizi.

Intanto sulle modalità in cui l’esenzione Imu dovrebbe essere espletata sono arrivati pareri da fonti disparate. Secondo quanto dichiarato dal presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici in un’intervista a Radio Vaticana, l’esenzione Imu dovrebbe essere calcolata in base alle condizioni economiche del contribuente e non a quelle dell’immobile: “Il ripristino dell’esenzione Ici/Imu per l’abitazione principale in proprietà comporterebbe effetti distorsivi di cui si deve tenere conto legati alle caratteristiche catastali ed alla qualità edilizia”, ha dichiarato Clerici. In particolare, viene ricordata la modalità per cui, prima della riforma del Governo Monti, le case appartenenti alla categoria A1 (le case signorili) e A8 e A9 non beneficiavano dell’esenzione, causando perciò la tendenza dell’Agenzia del territorio a ricondurre a queste classi il maggior numero di abitazioni, per rendere applicabile l’Ici, generando di conseguenza forte disparità.

Più diretto il parere di Confedilizia, che torna a definire l’Imu “iniqua”. “Il tributo locale sulle case”, ha dichiarato Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, “venne istituito giustificandolo con i servizi forniti dagli enti locali di cui gli immobili godono. A questi servizi il tributo dovrebbe dunque essere correlato, così come è infatti in Europa, ove è generalmente corrisposto anche dagli inquilini, come dimostra un recente studio della Commissione europea e come era originariamente previsto che fosse anche per l’Ici”.

“L’imu”, continua Sforza Fogliani, “è invece un’imposta puramente patrimoniale, non correlata ai servizi. Oltretutto, essa si basa sui valori catastali che non esprimono la capacità di reddito degli immobili, unico elemento sul quale un Fisco civile dovrebbe fondarsi”.

Vi è inoltre, secondo Sforza Fogliani, un’altra ragione di fondo per la quale l’Imu sarebbe iniqua: “la sua mancata deducibilità dall’imposta sul reddito, che comporta in sostanza il pagamento di imposte sull’imposta. Questione che si poneva già con riferimento all’Ici e sulla quale la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi, non entrò nel merito, dichiarando l’inammissibilità della questione sollevata (per motivi puramente formali)”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Il governo Letta alla prova dell’Imu Geometra.info