Impianti geotermici: la Camera impegna il Governo a emanare le linee guida | Geometra.info

Impianti geotermici: la Camera impegna il Governo a emanare le linee guida

Entro sei mesi, mappatura del territorio e identificazione delle aree con potenziali risorse, procedure di autorizzazione e meccanismi di incentivazione

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Una risoluzione approvata dall’VIII Commissione Ambiente e dalla X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati impegna il Governo ad avviare la “zonazione del territorio nazionale per identificare le aree potenzialmente sfruttabili dalle diverse tipologie di impianti geotermici, “in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all’utilizzo della risorsa geotermica, e in linea con la strategia energetica nazionale”.

Entro sei mesi, i Ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare dovranno emanare le linee guida con i criteri generali di valutazione del territorio, “finalizzati allo sfruttamento in sicurezza della risorsa, tenendo conto delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità”. In fase preliminare, la risoluzione prevede che “ci sia un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e della popolazione nel processo decisionale, favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione”.

L’energia geotermica trae origine dal calore della terra e offre come valore aggiunto la continuità della produzione. Lo sviluppo corretto della geotermia porta non solo benefici ambientali ma offre anche importanti occasioni per l’occupazione. L’Italia ha risorse geotermiche importanti e ancoras da sfruttare: secondo i dati forniti dall’Unione geotermica italiana, le risorse geotermiche del territorio italiano potenzialmente estraibili da profondità fino a 5 km sono dell’ordine di 21 exajoule (21×1018 joule, corrispondenti a circa 500 mtep, cioé 500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). I campi geotermici sfruttabili a costi competitivi si trovano nella fascia preappenninica tra Toscana, Lazio e Campania, in Sicilia e Sardegna e nelle isole vulcaniche del Tirreno.

Le linee guida dovranno definire tutte le autorizzazioni per i progetti di impianti geotermici, integrare l’attività geotermica nella valutazione di impatto ambientale (Via), favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, cioè di impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, che possono dare un importante contributo alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano, rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, sostenendo maggiormente quelle a minore impatto ambientale.

I controlli saranno effettuati dalla competente Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa), a spese del concessionario, e saranno volti a verificare (pena la sospensione della concessione) che le attività geotermiche non incidano sul chimismo delle acque destinate al consumo umano, che le altre matrici ambientali non risultino contaminate e che la micro sismicità non aumenti significativamente.

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L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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