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IMU 2017 prima rata: un vademecum per tutti

La prima o unica rata dell’IMU dell’imposta dovuta per l’anno in corso deve essere pagata entro il 16 giugno 2017, fatte salve alcune eccezioni. La guida pratica

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La prima (o unica) rata dell’IMU dell’imposta dovuta per l’anno in corso, ad eccezione di determinati immobili, deve essere pagata entro il 16 giugno 2017 sulla base delle aliquote nonché detrazioni stabilite dai singoli Comuni per l’anno 2015. Tenendo presente che nei casi in cui il Comune abbia già deliberato le aliquote IMU per il 2017 il contribuente potrà (non vi è obbligo è una facoltà) far riferimento alle delibere relative al 2017 anche per il pagamento della prima rata 2017. Tenendo presente, comunque, che il Comune potrà intervenire sulle proprie delibere 2017 fino al 14 ottobre 2017.

Cose da ricordare in tema di IMU 2017
Abitazione principale e relative pertinenze Dal 1° gennaio 2014 l’IMU non è dovuta per l’abitazione principale e relative pertinenze. Si ricorda che per pertinenze dell’abitazione principale s’intendono quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7 (quali magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, rimesse, autorimesse e tettoie) nella misura massima di un’unità per ciascuna categoria, anche se risultano iscritte in Catasto unitamente all’immobile ad uso abitativo.

N.B.:
– rimangono soggette ad IMU, ancorché abitazioni principali, i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (comprese le pertinenze), per meglio dire le abitazioni signorili, le ville, i castelli e gli immobili di pregio;
– per le abitazioni principali “di lusso” anche per il 2016 continua a trovare applicazione la detrazione di Euro 200. Inoltre, nel caso in cui l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Invece, è stato soppresso il riferimento alla maggiorazione di Euro 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni residente e dimorante nell’abitazione principale.

Assimilazioni al concetto di “abitazione principale” Il Comune con proprio regolamento può assimilare all’“abitazione principale” l’unità immobiliare:
– posseduta a titolo di proprietà o usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari, purché non locata e si applica limitatamente ad un solo immobile.

Da ricordare
Si segnala che l’art. 9-bis, D.L. n. 47/2014, intervenendo sull’art. 13, 2° comma del D.L. n. 201/2011, ha stabilito l’assimilazione ex lege ad abitazione principale, a decorrere dal 2015, di un’unica unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti ed iscritti all’Aire, già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso. Con l’interrogazione parlamentare del 23 aprile 2015 è stato chiarito che “…, ferma restando la disponibilità ad emanare un apposito documento di prassi amministrativa, l’articolo 9-bis, comma 1, del decreto-legge n. 47 del 2014 delimita chiaramente l’ambito di operatività della norma di favore limitandone gli effetti ai soggetti “già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza”, escludendo così coloro che percepiscono un trattamento pensionistico erogato dallo Stato italiano…”. Sulla base del chiarimento più sopra riportato ne deriva che se il pensionato riceve l’assegno dall’Italia non può fruire dell’esenzione IMU in esame. Infatti, la qualificazione di abitazione principale è attribuibile solo nel caso in cui il pensionato riceva una “pensione estera”, quindi, nei casi in cui l’assegno venga erogato direttamente dal Paese in cui vive stabilmente. Pertanto, si dovrà prestare attenzione ad eventuali variazioni che possono verificarsi nel corso del periodo di imposta, tutto ciò allo scopo di valutare l’applicazione ovvero l’esenzione ai fini IMU.
IMU/TASI degli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta Dal 2016, la Legge di Stabilità 2016, ha previsto la riduzione al 50% della base imponibile IMU/TASI degli immobili concessi in comodato ai parenti in linea retta, a condizione che:
• il comodatario destini l’immobile ad abitazione principale;
• il contrato di comodato sia registrato;
• il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato. Il beneficio spetta anche nei casi in cui il comodante oltre all’immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

N.B.: è stata abrogata la precedente disposizione IMU che dava facoltà ai comuni di assimilare gli immobili dati in comodato ai parenti in linea retta (entro il 1° grado) ad abitazioni principali (con conseguente esclusione da tassazione), solo per la quota di rendita catastale non eccedente il valore di 500 Euro, e sempreché il comodatario apparteneva ad un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 Euro annui.

Altre tipologie di immobili per le quali l’IMU non torna applicabile L’IMU non si applica, anche:
a) alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;
b) ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, G.U. n. 146 del 24 giugno 2008;
c) alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
d) a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica.
Terreni agricoli Dal 2016 l’esenzione dall’IMU prevista dalla lett. h) del 1° comma dell’art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992 torna applicabile in base ai criteri individuati dalla Circolare n. 9 del 14 giugno 1993. La citata lett. h) stabilisce che sono esenti dall’imposta “i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984”.
Più nel dettaglio la Legge di Stabilità 2016 dispone che, dal 2016, sono esenti dall’IMU i terreni agricoli:
• posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D.Lgs. n. 99/2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione. Sul punto il Dipartimento delle Finanze con la Nota 23 maggio 2016, n. 20535 ha precisato che l’esenzione IMU torna applicabile anche per i terreni agricoli dei coadiuvanti familiari coltivatori diretti ancorché gli stessi siano sprovvisti di Partita IVA. Inoltre, la nota citata ha precisato che anche le società agricole possono assumere la qualifica di imprenditore agricolo professionale;
• ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’allegato A della L. 28 dicembre 2001, n. 448 (tale esenzione era già contemplata dall’art. 1, 1° comma, lett. a-bis) del D.L. n. 4/2015);
• ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

Va da sè che le disposizioni contenute nei commi da 1 a 9 bis dell’art. 1 del D.L. n. 4/2015 vengono abrogati.

N.B.: rimane confermata, anche per l’anno 2017, l’esenzione per i terreni agricoli situati nei comuni delle isole minori.

Fabbricati rurali strumentali Dal 2014, a seguito della Legge di Stabilità 2014 sono esenti dall’IMU i fabbricati rurali strumentali. Conseguentemente dal 2014:
fabbricati rurali ad uso abitativo, non strumentali, non adibiti ad abitazione principale: tassazione secondo le regole ordinarie previste per le altre tipologie di fabbricati;
fabbricati rurali ad uso abitativo, non strumentali, adibiti ad abitazione principale: esclusione da tassazione;
fabbricati rurali strumentali: esenti da tassazione.
Fabbricati costruiti e destinatati alla vendita da parte dell’impresa costruttrice Così come stabilito dall’art. 2 del D.L. n. 102/2013, dal 1° gennaio 2014, sono dall’IMU i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.
Altri immobili esenti da IMU Rimangono esenti dall’IMU:
• gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle Comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del Servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali e
• gli immobili di cui all’art. art. 7, 1° comma, lett. b), c), d), e), f ), h), ed i) del D.Lgs. n. 504/1992.
Con riferimento agli enti non commerciali nel caso in cui l’unità immobiliare abbia un’utilizzazione mista, l’esenzione si applica solo alla frazione di unità nella quale si svolge l’attività di natura non commerciale, se identificabile attraverso l’individuazione degli immobili o porzioni di immobili adibiti esclusivamente a tale attività.
Cooperative edilizie Dal 2016, vi è l’esclusione dall’IMU delle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al requisito della residenza anagrafica.

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