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Rapporto Federcostruzioni 2015: i contenuti principali

I dati principali del Rapporto Federcostruzioni 2015, presentato al Saie di Bologna. Dalla perdita costante del valore di produzione (3%, nel 2014) alle stime cautamente ottimiste per il futuro

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Il Rapporto Federcostruzioni 2015, l’indagine annuale dedicata all’intera filiera delle costruzioni in Italia, è stato presentato in apertura del Saie 2015, il salone dell’edilizia di Bologna che quest’anno ha cambiato formato e si chiama “Saie Smart House”.

Ecco i punti principali del rapporto.

Il “Rapporto 2015 – Il Sistema delle Costruzioni in Italia” oltre a fotografare in profondità una filiera che vale circa il 12% dell’occupazione nazionale (nel 2014 il numero degli addetti si è attestato poco al di sotto delle 2.6 milioni di unità); e il cui valore della produzione nel 2014 si è attestata sopra i 403 miliardi di euro; viene svolta un’analisi approfondita dell’impatto che la recente crisi economica ha avuto sulla filiera.

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Tra il 2008 e il 2014 il valore della produzione perduto dal sistema delle costruzioni nel suo complesso si aggira intorno ai 125 miliardi di euro con una perdita di 650mila unità lavorative: una situazione pesante che non ha riscontri nel recente panorama economico nazionale.

In valore, la perdita più consistente nel periodo di crisi si verifica ovviamente per le costruzioni, comparto trainante dell’intero sistema (-75mld, pari al 27% in meno rispetto ai livelli iniziali). In termini relativi le flessioni più significative di produzione si registrano per la siderurgia (-40%), l’industria macchine per il movimento terra (-45%), il cemento e il calcestruzzo (-50%), il commercio di macchine per il movimento terra, da cantiere e per l’edilizia (-65%) e i laterizi (-70%).

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A fronte di una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali per l’intera economia nazionale, nel 2014 la filiera ha evidenziato una perdita di circa 125.000 posti di lavoro (-4,6% rispetto l’anno precedente). Nello stesso anno il sistema delle costruzioni ha registrato una perdita della produzione del 3,0% in termini reali e del 3,5% in valore. Si tratta di una percentuale modesta rispetto agli anni precedenti, ma più elevata del calo rilevato dalla produzione nazionale (-0,7% in valore).

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Nel 2014 il sistema complessivo delle costruzioni registra una flessione del 3,0% della produzione in quantità rispetto all’anno precedente. Si tratta della sesta variazione negativa consecutiva rilevata a partire dall’inizio della crisi e che ha come conseguenza una perdita cumulata della produzione dell’intero sistema produttivo edile ed infrastrutturale di poco inferiore al 30%.

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A questa prima lettura negativa della dinamica di lungo periodo, che vede andato in fumo in sei anni quasi un terzo della produzione del sistema delle produzioni, occorre tuttavia associare qualche segnale positivo.
Limitando l’esame all’ultimo triennio, il dato generale evidenzia un trend marcato alla riduzione delle variazioni negative. Se quindi la crisi non può dirsi finita nel 2014, sicuramente si sta attenuando lasciando il campo ad un cauto ottimismo per l’immediato futuro.

Previsioni per il 2015 e il 2016
Le previsioni di chiusura dell’anno in corso (2015) e per l’anno successivo (2016) sono dunque improntate ad un cauto ottimismo dovuto ai segnali positivi di allentamento della crisi in atto e che si collocano in un quadro generale in netto e continuo miglioramento.

Si passa infatti da -9,5% del 2012 a -5,7% del 2013 a -3,0% del 2014 ad una previsione di -0,5% per il 2015 e di -0,1% per il 2016 [graf 1.8].

Per invertire questa tendenza ed imprimere una decisa accelerazione al processo di sviluppo occorrerebbero interventi a forte impatto nell’immediato e che abbiano carattere di continuità.

L’adozione di nuove misure da parte del Governo finalizzate a dare rapido avvio a nuove iniziative sul fronte dei lavori pubblici, a incentivare il risparmio energetico, qualità e sostenibilità, permetterebbe la configurazione di un altro scenario che prefigura per il sistema delle costruzioni una interruzione della caduta nel 2016, con una crescita dei livelli produttivi in termini reali dell’1,8% su base annua.

Scarica il rapporto in versione integrale qui.

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