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L'edificio riciclato

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La forte espansione territoriale di Messico City, negli ultimi decenni ha portato all’incuria e al degrado di molti dei quartieri con più storia e tradizione come Condesa, Roma, Juarez. Proprietà che nel secolo scorso appartenevano a famiglie dell’alta società messicana, oggi non sono che vecchie strutture danneggiate dallo stratificarsi di anni senza manutenzione. Negli ultimi anni, tale fenomeno è stato sfruttato da alcuni architetti messicani per iniziare il ‘riciclaggio’ dei quartieri, utilizzando vecchi edifici per attuare una loro trasformazione in pezzi di architettura moderna che hanno portato nuovamente queste aree a essere fra le più costose e desiderate del Paese della Capitale.

Sinaloa 193 è un edificio del scorso secolo, situato nella Roma Colonia nato per essere il centro di formazione del Banco del Atlántico, e poi abbandonato e caduto in disuso e occupato abusivamente per anni. Anni dopo è stato recuperato da parte della Banca HSBC e ora pronto per la sua nuova funzione residenziale.

Il progetto dispone di 26 appartamenti su 6 livelli, che vanno da 56m2 a 110m2. L’architettura si propone di essere moderna ma semplice, senza pretese, calda e molto naturale. La caratteristica è data dai contrasti tra gli elementi naturali e quelli industriali, ovvero tra texture fredde come l’acciaio e l’alluminio e trame calde quali la pietra e il legno. Dal momento che le viste dall’edificio non sono tra le migliori si è pensato un intorno paesaggistico che fungesse da tenda, formato da elementi scultorei e basato sull’idea di riciclare pezzi di rottami di materiali altamente inquinanti e trasformati in nidi di piante. I cortili che una volta erano solo di servizio, ora sono diventati giardini con alberi e piante, e allo stesso modo gran parte del tetto è diventato verde.

Il progetto del paesaggio comprende specie tradizionali, come il messicano Nopal; ci sono anche felci e bambù mentre alcune piante sono state scelte all’interno delle teorie del Feng Shui, come il Cactus che con una specie blu rappresenta la forza dell’inverno e senza spine, che sono considerate come dardi o frecce avvelenate. Alcune delle aloe utilizzate sono specie rare e da preservare.

L’idea è stata la ‘rinascita’ di un edificio morto nel XXI secolo e utilizzato come spazio non solo per la sua nuova funzione, gli alloggi, ma anche come un museo di piante, uno spazio per la conservazione delle specie e una casa per i rifiuti che inquinano il nostro pianeta e un esempio da seguire per il riciclaggio edilizio delle nostra città.

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