Lo Sportello Unico per l'Edilizia è attivo in meno della metà dei Comuni italiani | Geometra.info

Lo Sportello Unico per l’Edilizia è attivo in meno della metà dei Comuni italiani

Lo rileva un’indagine del Dipartimento Funzione Pubblica e dell’Istat: su un campione di 1.500 amministrazioni locali, il Sue è stato istituito solo nel 46% dei casi

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Dopo quindici anni dalla sua istituzione, lo Sportello Unico per l’Edilizia (Sue) – l’ufficio che cura tutti i rapporti fra il privato e le amministrazioni pubbliche chiamate a pronunciarsi sugli interventi edilizi oggetto della richiesta di permesso di costruire o di segnalazione certificata di inizio attività – non è ancora una realtà consolidata su tutto il territorio nazionale.

Lo attestano i risultati (provvisori) di un’indagine curata da Istat per il Dipartimento della Funzione Pubblica, nell’ambito delle attività di monitoraggio del programma di semplificazione burocratica e di riduzione degli oneri amministrativi.

Le funzioni dello Sportello
Le funzioni del Sue (comma 2 dell’art. 5 del D.P.R. n. 380/2001, sostituito dall’art. 54, comma 2, lett. b), legge n. 221 del 2015) consistono nel ricevere le denunce di inizio attività e le domande per il rilascio di permessi di costruire ed ogni atto di assenso comunque denominato in materia di attività edilizia, compreso il certificato di agibilità, nonché i progetti approvati dalla Soprintendenza; e, su tali materie:
• fornire gratuitamente informazioni anche attraverso archivi informatici;
• adottare i provvedimenti per l’accesso ai documenti amministrativi;
• rilasciare tutte le certificazioni rilevanti per gli interventi di trasformazione edilizia del territorio;
• curare i rapporti tra l’Amministrazione comunale, il privato e le altre amministrazioni.

La riduzione degli oneri amministrativi
La finalità generale dello Sportello Unico per l’Edilizia è quella di concorrere alla riduzione degli oneri amministrativi di almeno il 25%, in base agli impegni assunti in sede europea. Per misurare il raggiungimento di tale obiettivo, il Dipartimento della Funzione Pubblica, in collaborazione con l’Istat, ha realizzato un monitoraggio sui costi di 93 procedure ad alto impatto per le piccole e medie imprese e i cittadini, calcolati in 30,98 miliardi di euro, di cui 4,44 nell’edilizia.

Per quanto riguarda il Sue, l’indagine, prevista dall’Agenda per la semplificazione 2015-2017, ha interessato un campione di 1.500 Comuni e ha rilevato:
1) l’istituzione dello Sportello;
2) il carattere decisorio dello sportello e l’effettiva acquisizione d’ufficio degli atti preliminari;
3) l’acquisizione d’ufficio della documentazione in possesso della Pa;
4) l’integrazione con lo Sportello Unico per le Attività Produttive (Suap);
5) la presenza di un sistema informativo di front office (presentazione e accettazione pratiche) e/o di back office (gestione documentale e procedimentale);
6) il numero e la tipologia dei titoli edilizi, in modo da verificare la diffusione di Scia e Cila;
7) l’adozione dei moduli standard;
8) l’attuazione delle disposizioni in materia di autocertificazione dell’agibilità.

I risultati (provvisori)
I risultati provvisori evidenziano che:
• circa il 46% dei Comuni intervistati ha istituito il Sue (nell’89% dei casi in forma singola);
• nei Comuni che hanno istituito (o aderito ad) un Suap, le funzioni di Sue e Suap non sono unificate nel 70% dei casi (in queste circostanze le funzioni di edilizia produttiva sono gestite prevalentemente dai Suap);
• in oltre l’80% dei casi il Sue acquisisce d’ufficio i documenti e le informazioni già in possesso della pubblica amministrazione;
• la percentuale dei casi in cui il Sue acquisisce, anche da amministrazioni diverse dal Comune, i pareri e le autorizzazioni preliminari necessarie per avviare l’intervento edilizio si colloca tra il 75-90%;
• il 50% dei Sue acquisisce l’istanza on-line;
• il 55% dei Sue ha un sistema informatizzato di back-office per la gestione documentale e procedimentale delle pratiche edilizie.

Le criticità
Le maggiori criticità riscontrate riguardano:
a) il livello di collaborazione con gli enti coinvolti nei procedimenti (giudicato scarso nel 25% dei casi),
b) la gestione della pratica on line (nel rapporto con gli altri enti coinvolti nel procedimento le amministrazioni utilizzano sempre modalità miste (cartaceo, Pec, data base condivisi),
c) i rapporti con il Suap: le pratiche di edilizia produttiva arrivano direttamente al Sue tramite il Suap solo nel 62% dei casi.

Le amministrazioni hanno bisogno di consulenza nell’interpretazione della normativa, soprattutto su tematiche specifiche come l’efficientamento energetico e le energie alternative; affiancamento sulle modalità di accorpamento delle funzioni con altri Comuni, in un’ottica di forma associata del Sue; formazione sull’iter del procedimento per tutti gli enti e uffici coinvolti.

La previsione della Scia “Unica” e la nuova disciplina della Conferenza dei servizi, approvate in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio 2016, sono le prime misure per affrontare i nodi critici del funzionamento dei Sue in materia di agibilità e sismica.

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