Macchine per costruzione, il settore si ritrova a Samoter | Geometra.info

Macchine per costruzione, il settore si ritrova a Samoter

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Un significativo ridimensionamento dei volumi di affari di cui ancora non si vede la fine: è così che descrivono questa fase critica le imprese delle macchine da costruzione, riunite a Verona per Samoter, il salone triennale del settore (8-11 maggio 2014). Un punto della situazione che arriva mentre l’analisi del Cresme sull’avvio del 7° ciclo edilizio fotografa, seppur con numeri contenuti, una lieve ripresa.

“Penso ai 4 miliardi di euro che il mio settore fatturava nel 2008 e guardo, con profonda amarezza, ai 2,5 miliardi del 2013”, commenta Luca Turri, presidente di Ucomesa, l’Unione dei costruttori di macchine edili, stradali e minerarie federata ad Anima, che rappresenta una parte del settore composto anche da Ascomac, Comamoter/Federunacoma e Aisem.

“L’export ci ha tenuti a galla, tant’è che nel 2013 le vendite all’estero del settore sono risalite oltre la quota dei 2 miliardi di euro, che rappresentano il 71% dell’intero export di macchine da costruzione (2,8 miliardi) e che hanno prodotto un saldo della bilancia commerciale di circa 1,7 miliardi di euro”, continua Turri. “E’ tuttavia imperativo ricreare al più presto un mercato domestico: di estero si sopravvive ma non si vive”.

Nel quadro generalizzato della crisi, a risentire in modo più forte sono in particolare le macchine da costruzione per il movimento terra: “Nel 2013, con circa 800 milioni di euro, l’export è diminuito di oltre il 13%, senza parlare della domanda interna debolissima causata dall’assenza di investimenti, in particolare nel settore delle infrastrutture”, spiega Massimo Goldoni, presidente di Comamoter/Federunacoma.

Eppure tra gli attori del settore aleggia la convinzione che la fase recessiva si stia esaurendo e che il nuovo ciclo edilizio possa portare a una reale ripresa. “Conforta rilevare finalmente un’inversione di tendenza dell’andamento delle importazioni nel primo trimestre del 2014 (+30%)”, spiega Elisa Cesaretti, presidente di Ascomac, “ma in Italia il mercato delle costruzioni dovrà probabilmente attendere il 2015 per poter iniziare a parlare di effettiva ripresa”.

“Da parte nostra”, conclude Cesaretti, “ci aspettiamo concrete risposte dal governo su tutta una serie di istanze circa il rilancio delle opere pubbliche, la messa in sicurezza del territorio e il rilancio del piano per le città”.

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