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Nelle costruzioni persi 43 miliardi in cinque anni

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Il Pil italiano, dopo la debole crescita del 2011 (+0,4% su base annua), registra, nei primi tre mesi del 2012, un calo dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le previsioni per l’economia italiana relative al 2012 sono negative (Ocse -1,7%; Banca d’Italia -2% e Confindustria -2,4%), a causa di una domanda interna fortemente indebolita sia nei consumi che negli investimenti.

Il settore delle costruzioni, in particolare, soffre di una crisi durissima e anche il 2012 continua a essere un anno negativo. L’Ance, considerando il forte deterioramento del quadro di riferimento settoriale, emerso sia dall’indagine rapida presso le imprese associate di aprile 2012 che dagli indicatori statistici disponibili, ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per il 2012, stimando un calo degli investimenti in costruzioni del 6% in termini reali rispetto al -3,8% formulato a dicembre scorso.

In cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti – ovvero 43 miliardi di euro -, riportandosi ai livelli di produzione di metà degli anni ’70. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo, in crescita nel periodo considerato.

In questo contesto, l’Ance ha formulato proposte concrete per rilanciare la crescita e il Governo ne ha favorevolmente accolte alcune nel recente decreto sviluppo. Per effetto dei provvedimenti di incentivazione, e in particolare di quelli di immediato impatto sui livelli produttivi dell’anno riconducibili alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, le previsioni dell’Ance per il 2013 indicano un arresto della caduta: gli investimenti in costruzioni segnano un +0,1% in termini reali rispetto al 2012.

Tuttavia per innestare la fase di ripresa del settore, è fondamentale aggiungere ulteriori misure sul fronte fiscale. Vanno in questa direzione alcune misure proposte dall’Ance mirate a liberare risorse per attivare nuovi investimenti e a stimolare la domanda. Ad esempio: garantire l’applicabilità del potenziamento della detrazione sul recupero edilizio (da 36% a 50%) anche all’acquisto di abitazioni in edifici interamente ristrutturati da imprese di costruzioni; ridurre il carico fiscale sulle compravendite di abitazioni, alleggerire il “costo fiscale” nella fase di produzione, eliminare la stortura dell’Imu sull’invenduto delle imprese di costruzioni.

O.O.

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