Opere in zona sismica: l’omessa denuncia è sempre reato anche in presenza di atti amministrativi che non obblighino | Geometra.info

Opere in zona sismica: l’omessa denuncia è sempre reato anche in presenza di atti amministrativi che non obblighino

In tema di reati antisismici, la contravvenzione prevista dal D.P.R. n. 380 del 2001 è applicabile a tutte le opere realizzate in zona sismica, indipendentemente dalla funzione statica dalle stesse svolte

reato antisismico
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Interessante è la decisione della Cassazione Penale (scarica gratis la sentenza 18 maggio 2017, n. 24585), che si sofferma su un tema di particolare rilievo: quello della rilevanza sul piano soggettivo, nel caso in cui il comportamento tenuto sia stato determinato dal contenuto di una circolare amministrativa.

La vicenda processuale segue alla sentenza con cui il tribunale aveva assolto la committente, l’esecutore e il direttore dei lavori, nelle rispettive qualità, sostenendo che, pur essendo stata pacificamente dimostrata la realizzazione delle opere, era, tuttavia, emerso, da un lato, che i manufatti, costruiti in cemento armato, non erano destinati ad assolvere alcuna funzione statica (e che, per tale motivo, gli imputati avevano ritenuto di non dovere presentare preventivamente la denuncia prevista dall’art. 65 del D.P.R. n. 380/2001 per le opere in conglomerato cementizio armato, che l’art. 53, comma 1 considera come tali, appunto, solo quando assolvano ad una funzione statica); dall’altro, che sulla base della riportata interpretazione della normativa di riferimento, avallata dalla Circolare del Ministero dei lavori pubblici 14 febbraio 1974, n. 11951, gli imputati si sarebbero, dunque, consapevolmente determinati a non presentare la denuncia in questione, incorrendo in un errore scusabile, siccome indotto da una normativa suscettibile di differenti opzioni esegetiche e non potendo attribuirsi rilievo dirimente al contrario indirizzo della giurisprudenza di legittimità̀, che gli imputati non sarebbero stati tenuti a conoscere.

La Cassazione ha accolto il ricorso, osservando, da un lato, come sotto il profilo dell’elemento oggettivo, la sentenza si mostrasse gravemente carente, essendosi la stessa soffermata unicamente sulle caratteristiche dell’opera in rapporto alla sua funzione statica ed al conseguente obbligo di denuncia, senza in alcun modo affrontare il concorrente profilo della sismicità dell’area interessata dall’intervento, la quale avrebbe, dunque, imposto di ottemperare agli obblighi comunicativi.
Più interessanti i rilievi svolti dalla Cassazione in ordine alla possibile sussistenza di un errore di diritto “scusabile” secondo la sentenza della Corte cost., n. 364/88 che ha corretto il canone tradizionale secondo cui “ignorantia legit non excusat”.

Si legge, infatti, nella sentenza “Ora, se per un verso non può in assoluto escludersi che la presenza di determinate circolari amministrative possa contribuire a delineare un quadro regolativo confuso e scarsamente idoneo a orientare il comportamento dei consociati (rientrando, l’ipotesi delle circolari, tra gli esempi offerti dalla citata sentenza n. 364/88 per configurare una situazione di scarsa perspicuità dell’assetto normativo, tale eventualmente determinare un errore scusabile), deve nondimeno rilevarsi che, nel caso di specie, le circolari invocate riguardavano, come già osservato, tutt’altro oggetto rispetto alla problematica che viene, qui, in rilievo: ovvero l’obbligatorietà della preventiva denuncia di opere in cemento armato inidonee ad assolvere una funzione statica e non, come invece sarebbe stato necessario, l’obbligatorietà della comunicazione connessa alla sismicità dell’area interessata dall’intervento edificatorio.”

Consegue a quanto appena rilevato che, in ogni caso, anche sotto questo ultimo profilo, doveva escludersi qualunque rilevanza, sotto il profilo scusante, a quanto stabilito dalla cennata circolare e, corrispondentemente, al convincimento maturato dagli imputati alla stregua delle sue disposizioni.
Da qui, dunque, l’annullamento della sentenza per nuovo esame.

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