Per un gazebo permanente ci vuole il permesso di costruire | Geometra.info

Per un gazebo permanente ci vuole il permesso di costruire

Secondo il Tar del Lazio, l'assoggettabilità al titolo edilizio dipende dalla consistenza e dalla natura dell'opera

image_pdf

Con sentenza n. 9881/2016, pubblicata il 21 settembre, la Sezione Prima Quater del Tar Lazio ha rilevato che “ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. e) del D.P.R. n. 380/2001 sono assoggettabili al previo rilascio del permesso di costruire i cd. manufatti leggeri anche prefabbricati e le strutture di qualunque genere allorquando non siano diretti a soddisfare esigenze non meramente temporanee”.

La decisione riguarda il ricorso presentato da un cessionario di un pubblico esercizio (un bar all’interno di un hotel) contro l’ingiunzione dell’amministrazione comunale di demolire un gazebo destinato al posizionamento di tavoli e sedie per la somministrazione di generi alimentari alla clientela, privo di idoneo titolo abitativo.

Il manufatto era costituito da una struttura stabile composta da una copertura permanente in materiale plastico rigido della superficie esterna infissa da un lato al muro portante esterno dell’edificio ed all’altra estremità ad una struttura anch’essa portante e permanente costituita da elementi metallici fissati alla base di una pedana in legno su piedini in metallo (autorizzata con concessione di permesso di occupazione di suolo pubblico), tamponati nella loro porzione inferiore mediante apposizione perimetrale di strutture grigliate in alluminio e teli plastici a scorrimento meccanico.

Il giudice amministrativo ha motivato la necessità o meno di munirsi di titolo abilitativo non tanto per le caratteristiche dei materiali utilizzati o alle modalità di ancoraggio al suolo, quanto piuttosto per le esigenze di natura stabile o temporanea che le opere o i manufatti siano destinati a soddisfare, ossia in altri termini riguardo all’elemento di tipo funzionale connesso al carattere di utilizzo degli stessi (cfr. C. Stato Sez. VI n. 1619/2016).

Il ricorrente sosteneva che il permesso di costruire riguardi gli interventi di nuova costruzione comportanti una trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio, ma non sia configurabile in caso di alloggiamenti o strutture portanti destinate ad ospitare tende retrattili in materiale plastico destinate alla protezione dagli agenti atmosferici e ad una migliore fruizione dello spazio esterno, riconducibili alla cosiddetta attività di edilizia libera di cui all’art. 6 del D.P.R. n. 380/2001 o semmai assentibili mediante la presentazione di denuncia d’inizio attività. Tale interpretazione non è stata ritenuta applicabile al caso di specie in ragione della “consistenza e della natura dell’opera edilizia”.
“Tale consistenza e connotazione del manufatto – si legge nella sentenza – non consente di poter configurare i predetti elementi strutturali metallici quali meri alloggiamenti di scorrimento di tende o pergotende in materiale plastico, bensì quali strutture portanti permanenti aventi una funzionalità principale diversa … tale da comportare una trasformazione edilizia dal carattere permanente e stabile suscettibile di esecuzione, previo rilascio di apposito permesso di costruire.”

Il Tar Lazio ha quindi ritenuto il manufatto abusivo e conseguentemente legittimo il provvedimento demolitorio, anche riguardo al precedente rilascio della concessione di occupazione di suolo pubblico, limitata alla realizzazione della sola pedana.

Approfondimenti: Serramenti porte e infissi: i titoli abitativi per le sostituzioni

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Per un gazebo permanente ci vuole il permesso di costruire Geometra.info