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Politiche abitative – serve un Piano Casa per dare risposte anche a chi non trova alloggio

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“Abbiamo bisogno di un piano casa che dia risposte non ai cittadini che hanno gia’ un alloggio e vogliono ampliarlo, come intende fare quello finora elaborato. Ma che affronti il problema di chi vive in citta’, senza poter neanche accedere ad una casa popolare. Per questo chiediamo al Governo misure immediate, a partire dalla revisione della legge 431/1998 sugli affitti e dall’introduzione di incentivi fiscali per sbloccare il mercato delle locazioni”. Lo ha affermato Roberto Tricarico, assessore alle politiche abitative del Comune di Torino e delegato ANCI alle politiche abitative, presentando la piattaforma dei Comuni per una nuova politica degli affitti al termine della terza conferenza ANCI sulla casa svoltasi oggi a Venezia.

“L’erosione del potere d’acquisto e’ tale che ormai almeno la meta’ dello stipendio se ne va per pagare l’affitto”, ha osservato Tricarico rammentando che negli ultimi due anni il numero degli sfratti per morosita’ e’ aumentato. “Eppure le case ci sono e sono tantissime: secondo alcuni dati ci sono almeno quattro milioni di case vuote o affittate in nero, per un giro d’affari che sfugge al fisco che sfiora i 9 miliardi di euro l’anno”, ha sottolineato il delegato ANCI.

Questo sommerso “vorremmo farlo emergere, per questo nel nostro documento chiediamo una tassa fissa del 20 per cento sulla rendita derivante dalla locazione, e la totale deducibilita’ dell’affitto da parte degli inquilini sulla denuncia dei redditi”. Secondo Tricarico in questo modo “si crea un conflitto di interessi tra inquilino e proprietario che porta tutti a registrare il contratto e a far venire alla luce tutte le situazioni di nero che peraltro – ha rimarcato – creano un danno non indifferente all’economia del Paese”.

Tra le altre misure sull’affitto che i Comuni chiedono al Governo, figurano le agevolazioni fiscali per gli immobili affittati a canone concordato, l’ eliminazione del carico fiscale per le operazioni attuate dagli Enti locali relativamente al patrimonio di edilizia residenziale sovvenzionata, ed il trasferimento agli Enti locali del gettito derivante dall’imposta di registro sui contratti di affitto.

Ma la piattaforma illustrata dal delegato ANCI affronta anche il tema dell’edilizia pubblica che “registra una forte frenata, basti pensare – ha rilevato Tricarico – che fino agli anni ottanta si costruivano 30 mila alloggi popolari l’anno, mentre negli ultimi 10 anni se ne sono costruiti 2000 l’anno in tutta Italia”. Su questo versante i Comuni si dicono pronti a mettere in campo le proprie risorse, perche’ si costruiscano dei quartieri “capaci di mettere insieme le emergenze di ieri e quelle di oggi”, basati su “strutture per l‘accoglienza transitoria di persone in condizione di fragilita’ sociale temporanea, alberghi o residenze sociali e residenze collettive, rivolte a fasce ampie di popolazione, non necessariamente marginali”.

Infine, altro aspetto affrontato dal documento ANCI e’ quello delle case di enti previdenziali, Poste italiane e di Rfi e di societa’ collegate. Su questo i Comuni chiedono di procedere con il censimento del patrimonio sfitto, attribuendo tra l’altro all’amministrazione comunale il diritto di prelazione in ogni fase del processo in caso di vendita, a condizioni non superiori a quelle concesse agli inquilini.  

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