Punta Perotti: Strasburgo respinge il ricorso del Governo | Geometra.info

Punta Perotti: Strasburgo respinge il ricorso del Governo

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La Grande Camera della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha respinto la domanda di ricorso del Governo italiano contro il risarcimento per la confisca dei terreni ospitanti l’ecomostro di Punta Perotti, poi abbattuto. Ne dà annuncio lo stesso sito ufficiale del Governo italiano. Con la sentenza del 10 maggio 2012 veniva stabilita l’entità del risarcimento per i danni materiali che l’Italia dovrebbe versare alle tre imprese costruttrici del complesso, demolito nell’aprile del 2006: 49 milioni di euro, il più alto dazio mai imposto a uno Stato, che ora il Governo dovrà effettivamente pagare.

La domanda di ricorso presentata dall’Italia verteva sul fatto che il risarcimento avrebbe dovuto essere calcolato sulla base del valore dei terreni al momento dell’acquisto, escludendo sostanzialmente i costi sostenuti dalle imprese (Sud Fondi, Iema, Mabar) per costruire l’ecomostro. Nello specifico la Corte Europea aveva dichiarato illegittima la “confisca dei terreni”, disposta al termine di un processo in cui i costruttori erano stati assolti, con una risoluzione che stabiliva la violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell’uomo. Nel tentativo di evitare il ricorso delle imprese, il Comune aveva offerto la restituzione dei suoli confiscati; al contempo, i giudici avevano invitato le parti a trovare un accordo, che non c’è stato. Tutto ciò fino al 10 maggio 2012, in cui la sentenza della Corte stabiliva il maxi-risarcimento, ora confermato una volta per tutte.

 

V.R.  

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