Reverse charge per l'edilizia: l'Agenzia delle Entrate torna sul tema | Geometra.info

Reverse charge per l’edilizia: l’Agenzia delle Entrate torna sul tema

Che cosa dice la circolare 32/E del 22 dicembre 2015 dell'Agenzia, che offre nuovi chiarimenti sul tema del reverse charge interno in ambito edile

settore edilizia
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L’Agenzia delle Entrate con la propria CM n. 32/E del 22 dicembre 2015 è ritornata sul tema del nuovo reverse charge interno in ambito edile, introdotto ad opera della Legge di Stabilità 2015 a decorrere dal 1° gennaio 2015. In calce alla citata Circolare si fa presente che la clausola di salvaguardia fa salvi eventuali comportamenti difformi adottati dai contribuenti, prima dell’emanazione degli ultimi chiarimenti (quindi, per il periodo che va dal 1° gennaio al 22 dicembre 2015), precisando però, che non saranno applicate eventuali sanzioni unicamente per le tematiche esaminate all’interno del documento di prassi e sempre che non si sia nell’ambito di una frode fiscale.

Contratto unico di appalto

Coerentemente con quanto già era stato delineato dalla precedente CM n. 14/E/2015, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che nell’ipotesi di un contratto unico di appalto – comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge ai sensi della lettera a-ter) – avente ad oggetto interventi edilizi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari di cui alla lett. b) dell’articolo 3, comma 1, del D.P.R. n. 380 del 2001, trovino applicazione le regole ordinarie e non il reverse charge.
Più nel dettaglio l’attrazione della manutenzione straordinaria alle regole ordinarie può trovare applicazione limitatamente agli interventi edilizi di frazionamento e accorpamento, rientranti nella precedente norma nella “ristrutturazione edilizia” e ora derubricati a “manutenzione straordinaria” (articolo 17, comma 1, del D.L. n. 133 del 2014).

Distinzione tra fornitura con posa in opera (per la quale, come scritto in precedenza non torna applicabile il reverse charge) e prestazione di servizi

Sul punto l’Amministrazione finanziaria, oltre a richiamare quanto già precisato dalla precedente CM n. 14/E/2015, indica come criterio risolutivo la volontà delle parti. Più nel dettaglio con la CM n. 32/E/2015 è stato precisato che costituisce posa in opera la cessione di bene accompagnata dall’esecuzione di servizi destinati a consentirne la fruizione senza modificarne la natura. Al contrario, ha natura di prestazione di servizi l’operazione che determina un risultato diverso e nuovo rispetto al complesso dei beni impiegati.

Installazione di impianti posizionati in parte internamente e in parte esternamente all’edificio

Tale attività rientra nel campo di applicazione del reverse charge nel caso in cui l’impianto sia funzionale o servente all’edificio.
E’ stato chiarito che si deve valorizzare la funzionalità nonché l’unitarietà dell’impianto (in coerenza con quanto contenuto nel decreto del Ministero dello Sviluppo economico n. 37 del 22 gennaio 2008).
Sul punto l’Agenzia fa presente che sulla base di quanto precede, sono soggette a reverse charge:
• le installazioni di impianti di videosorveglianza perimetrale (che includono le telecamere esterne);
• l’installazione dell’impianto citofonico;
• l’installazione dell’impianto di climatizzazione (ivi compreso lo split esterno);
• l’installazione dell’impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne;
• l’installazione e la manutenzione di estintori che fanno parte di un impianto complesso (ossia un impianto di protezione attiva contro gli incendi ex D.M. 20 dicembre 2012), come pure di porte tagliafuoco e di uscite di sicurezza, essendo parte di impianti di protezione passiva contro gli incendi ex D.M. 21 giugno 2004;
• l’installazione di impianti fotovoltaici, non accatastati come unità immobiliari autonome, “integrati” o “semi integrati” agli edifici, oltre che quelli “a terra”, qualora questi ultimi, seppure posizionati all’esterno, siano funzionali o serventi all’edificio.

N.B.: l’Agenzia ha chiarito, inoltre, che rientra nel reverse charge anche il diritto di chiamata a seguito di intervento di manutenzione su impianti, a prescindere dal fatto che si renda necessario un intervento di manutenzione o meno, posto che anche la sola verifica dell’impianto costituisce una modalità di manutenzione.

N.B.: non rientra, invece, nel meccanismo del reverse charge l’installazione di impianti strettamente funzionali allo svolgimento di un’attività industriale (di cui al codice ATECO 33.20.09) e non al funzionamento dell’edificio (di cui ai codici ATECO da 43.21.01 a 43.29.09).

Altre attività di pulizia

Non sono soggette a reverse charge le attività quali: la derattizzazione, lo spurgo delle fosse biologiche come pure dei tombini, la rimozione della neve.

N.B.: non si applica il reverse charge nel caso in cui l’operazione sia non imponibile IVA. Si pensi ad esempio ai servizi di pulizia o di installazione di impianti effettuati all’interno di edifici siti in porti o aeroporti, che rientrano nelle previsioni dell’art. 9, comma 1, n. 6 del D.P.R. n. 633/1972.

Servizio di allacciamento e di attivazione addebitato dalle società di distribuzione del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua

Per tale servizio non torna applicabile il reverse charge in considerazione del fatto che lo stesso costituisce parte integrate e indispensabile alla fornitura del servizio di erogazione.

Prestazioni di servizi edili effettuate su parcheggi interrati ovvero a quelli collocati sul lastrico solare dell’edificio

Sono soggette a reverse charge anche le prestazioni di servizi edili aventi a oggetto parcheggi interrati nell’edificio e parcheggi collocati sul lastrico solare.

Attività di demolizione

Nell’ipotesi di un contratto unico di appalto, avente ad oggetto la demolizione e la successiva costruzione di un nuovo edificio, trovano applicazione le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge, previsto per la sola attività di demolizione dalla lett. a-ter) dell’articolo 17, sesto comma, del D.P.R. n. 633/1972.

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