Ristrutturazione alberghi: le regole per il credito d'imposta | Geometra.info

Ristrutturazione alberghi: le regole per il credito d’imposta

Pubblicato il decreto 7 maggio 2015 del Mibact, che stabilisce le procedure per l'attribuzione del credito d'imposta alle strutture ricettive turistico-alberghiere

hotel
image_pdf

Sulla Gazzetta Ufficiale n.138 del 17 giugno 2015 è stato pubblicato il decreto del Mibact del 7 maggio 2015, recante disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta del 30% alle strutture ricettive turistico-alberghiere per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016.

Il provvedimento riguarda le strutture aperte al pubblico, a gestione unitaria, con servizi centralizzati che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in non meno di sette camere situate in uno o più edifici.  Sono considerate strutture alberghiere: gli alberghi, i   villaggi albergo, le   residenze turistico-alberghiere, gli alberghi diffusi, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali.

Interventi ammessi

1)  Interventi di manutenzione straordinaria:

1.1) opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici o per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso;

1.2) frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere, anche se comportano la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico, purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.

2) Interventi di restauro e di risanamento conservativo, cioè gli interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili.

3)  Interventi di ristrutturazione edilizia cioè gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto se è rispettata la medesima sagoma dell’edificio preesistente.

4) Interventi di eliminazione delle barriere architettoniche:

4.1) interventi volti ad eliminare:

– gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque e in particolare di coloro che hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

– gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;

– la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi;

4.2) progettazione e realizzazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate;

4.3) interventi volti ad eliminare le barriere sensoriali e della comunicazione.

5) Interventi di incremento dell’efficienza energetica:

5.1) interventi di riqualificazione energetica che conseguono un indice di prestazione energetica per la climatizzazione non superiore ai valori definiti dall’Allegato A al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008;

5.2) interventi sull’involucro edilizio di un edificio esistente, o di parti di un edificio esistente   o   di unità immobiliari esistenti, riguardante strutture opache verticali e orizzontali (pareti, coperture e pavimenti), delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza termica definiti dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008;

5.3) interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione con:

– impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione; – impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza ovvero impianti geotermici a bassa entalpia, e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione;

– impianti di cogenerazione o trigenerazione ad alto rendimento e contestuale messa a punto ed equilibratura del sistema di distribuzione;

6) spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo comprendenti:

6.1) rifacimento o sostituzione di cucine o  di attrezzature professionali per la ristorazione, quali,  tra  l’altro, apparecchiature  varie  di  cottura,  forni,  armadi  frigoriferi   e congelatori, macchine per la preparazione dinamica, elementi  per  la preparazione statica,  macchine  per  il  lavaggio  delle  stoviglie, macchine per il lavaggio dei  tessuti,  abbattitori  di  temperatura, produttori di ghiaccio, con altri aventi caratteristiche migliorative rispetto a quelle  esistenti  in  termini  di  sicurezza,  efficienza energetica, prestazioni;

6.2) mobili e complementi d’arredo da interno e da esterno, quali, tra gli altri, tavoli, scrivanie, sedute imbottite e non, altri manufatti imbottiti, mobili contenitori, letti e materassi, gazebo, pergole, ombrelloni, tende da sole, zanzariere;

6.3) mobili fissi, quali, tra gli altri, arredi fissi per bagno, pareti e cabine doccia, cucine, boiserie, pareti interne mobili, apparecchi di illuminazione;

6.4) pavimentazioni di sicurezza, arredi e strumentazioni per la convegnistica, attrezzature per parchi giochi e attrezzature sportive pertinenziali;

6.5) arredi   e   strumentazioni   per   la realizzazione di centri benessere ubicati all’interno delle strutture ricettive.

Credito d’imposta

Per tali tipologie di interventi, alle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, è riconosciuto un credito d’imposta del 30% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all’esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima del secondo periodo d’imposta successivo. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.

L’agevolazione è concessa fino all’importo massimo di 200mila euro nei tre anni d’imposta. Il credito di imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, e del valore della produzione, ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Procedura

Dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese, le imprese interessate possono presentare al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta, secondo modalità telematiche definite dal Ministero stesso entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto in esame; per le spese sostenute nell’anno 2014, la domanda va presentata entro sessanta giorni dalla definizione delle predette modalità telematiche.

Nella domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, deve essere specificato:

a) il costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese;

b) l’attestazione di effettività delle spese sostenute;

c) il credito d’imposta spettante.

Le imprese devono, contestualmente alla domanda, presentare al Ministero anche la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, relativa ad altri aiuti eventualmente fruiti durante l’esercizio finanziario in corso e nei due precedenti, allegando, inoltre, a pena di inammissibilità, la documentazione amministrativa e tecnica indicata nell’elenco A del decreto in esame.

Entro sessanta giorni dal termine di presentazione delle domando, il Ministero comunica all’impresa il riconoscimento ovvero il diniego dell’agevolazione e, nel primo caso, l’importo del credito effettivamente spettante.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Ristrutturazione alberghi: le regole per il credito d’imposta Geometra.info