Sanatoria abuso edilizio: si anche se i documenti sono incompleti | Geometra.info

Sanatoria abuso edilizio: si anche se i documenti sono incompleti

A dirlo è il Tar della Campania, che richiama la responsabilità della PA nel non aver specificato i termini dell'integrazione dei documenti

sopraelevazione abusiva
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Il T.A.R. Campania, con la sentenza n. 824 del 9 febbraio scorso (scarica gratis il testo), annulla una dichiarazione di improcedibilità di una istanza di sanatoria di un abuso edilizio in quanto priva degli atti ed elaborati prescritti dal regolamento edilizio.

La sentenza osserva al riguardo che il principio secondo cui la carenza documentale, nell’ottica della leale, reciproca, cooperazione procedimentale di cui alla Legge n. 241 del 1990, può dar luogo ad una declaratoria di improcedibilità dell’istanza del privato solo se la P.A. abbia preliminarmente richiesto al soggetto interessato una specifica integrazione della documentazione necessaria (in base alla legge, o agli atti regolamentari o generali della medesima Amministrazione). E’ quindi illegittimo il rifiuto di rilascio della concessione edilizia in sanatoria di opere edilizie abusive motivato solo in riferimento all’incompletezza della documentazione depositata dall’istante, poiché questa circostanza può legittimare solo una richiesta di integrazione documentale da parte dell’autorità competente a pronunciare sulla domanda.

A tale principio fanno eccezione i soli casi in cui, a cagione dell’assoluta genericità dell’istanza e della totale assenza di qualsivoglia elemento documentale di riscontro, l’Autorità procedente non è posta in grado (ad esempio per l’impossibilità di identificare l’opera ovvero di individuare l’area di sedime ed il connesso regime urbanistico) di esercitare le proprie prerogative decisionali.

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