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Sblocca Italia in Gazzetta, le novita’ per l’edilizia

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Sulla Gazzetta Ufficiale n.212 del 12 settembre 2014 è stato pubblicato il decreto legge12 settembre 2014, n. 133, Sblocca Italia, dal titolo “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”.In vigore dal 13 settembre 2014, il provvedimento è composto da 45 articoli: vediamo cosa prevede sul fronte dell’edilizia.

Possibilità di frazionare un appartamento in più appartamenti o di accorpare più appartamenti

Questa operazione viene classificata come “manutenzione straordinaria” e può essere fatta con una semplice “comunicazione di inizio lavori” (Cil), non necessita del permesso di costruire e i contributi da versare sono solo quelli per gli oneri di urbanizzazione Vengono quindi drasticamente accorciati i tempi e i costi.

Lavori in casa senza interventi sulle parti strutturali. Lavori che cambiano le superfici interne ma non la volumetria complessiva della casa (manutenzione straordinaria)

Presentazione della Cil + dichiarazione di un tecnico abilitato che non si interviene sulle parti strutturali. La comunicazione è valida anche ai fini catastali e viene inoltrata dal Comune all’Agenzia del territorio. Meno documenti (non serve il progetto) e meno costi per il cittadino (non si pagano più gli oneri di accatastamento).

Permesso di costruire in deroga

Il permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici viene rilasciato per interventi di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica attuati anche in aree industriali dismesse, nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio e delle altre normative di settore, è ammessa la richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l’interesse pubblico; I termini dell’istruttoria sono raddoppiati nei soli casi di progetti particolarmente complessi.

Agevolazioni fiscali per chi acquista un alloggio e lo mette in affitto

Chi (persona fisica non esercente attività commerciale, o cooperativa edilizia) tra l’1.1.2014 e il 31.12.2017 acquista un alloggio e lo mette in affitto a canone concordato per 8 anni potrà godere di una deduzione sull’imponibile IRPEF pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile sino a un massimo di spesa di 300.000 euro. Il beneficio (nell’ipotesi massima 60.000 euro) viene ripartito negli 8 anni del contratto di affitto (7.500 euro l’anno). La deduzione vale anche per l’acquisto di un secondo immobile da destinare alla locazione, fermo restando il limite complessivo massimo di 300.000 euro. Le condizioni per ottenere il vantaggio fiscale sono: a) non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado tra locatore e locatario; b) l’unità immobiliare non sia localizzata nelle zone omogenee classificate E (zone agricole) c) l’unità immobiliare sia a destinazione residenziale, accatastata nel Gruppo A, ad eccezione delle Categorie A/1, A/8 o A/9; d) l’unità immobiliare consegua prestazioni energetiche certificate in classe A o B.

L’agevolazione fiscale vale anche per chi costruisce un immobile su terreno edificabile già di sua proprietà prima dell’inizio dei lavori.

Agevolazioni per l’affitto con riscatto (rent to buy)

Vengono estesi a tutti i contratti di affitto i benefici fiscali già previsti dal Decreto Casa ma sino ad ora limitati all’edilizia sociale.

Le convenzioni che disciplinano le locazioni di alloggio possono prevedere che – trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto di locazione – l’inquilino abbia la facoltà di riscattare l’unità immobiliare.

Chi acquista ha due vantaggi: 1) gli effetti fiscali della compravendita, sia per chi vende sia per chi acquista, scattano al momento del riscatto e non all’inizio del contratto di locazione; 2) l’acquirente guadagna 7 anni di tempo per il reperimento del fabbisogno finanziario residuo per comprare l’alloggio.

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