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Scia unificata: pronto il decreto con i moduli nazionali

Disposizioni su autorizzazioni preventive, casi intermedi, silenzio assenso e autotutela della Pa, documentazione e procedure: facciamo il punto sul decreto che introdurrà la disciplina della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) unificata

SCIA
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Il Consiglio dei Ministri approverà a breve il decreto sulla disciplina della Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) unificata, in attuazione della Riforma della Pubblica Amministrazione (Legge n. 124/2015), con i moduli per la presentazione della Scia uguali in tutto il Paese, da inoltrare online alle Amministrazioni, che dovranno rispondere in tempi certi.

Il decreto, che individua i procedimenti soggetti a Scia, i casi di silenzio assenso o che richiedono l’autorizzazione espressa e i casi in cui è necessaria una comunicazione preventiva, in modo da evitare il rischio per i professionisti di contenziosi e incertezze sui titoli abilitativi da utilizzare, è alla sua seconda presentazione, dopo che il Consiglio di Stato, con il parere n. 839/2016 del 15 marzo 2016, e la Commissione per la Semplificazione della Camera avevano avanzato osservazioni e suggerimenti su disposizioni ritenute generiche e non coerenti con l’obiettivo della semplificazione.

I punti critici

In particolare, i punti critici riguardavano i casi in cui, prima di presentare la Scia, sono necessarie altre autorizzazioni; i cosiddetti casi intermedi; il silenzio assenso e il periodo di diciotto mesi dopo il quale i privati sarebbero al riparo da eventuali azioni della Pubblica Amministrazione; i documenti da allegare alla Scia unificata. Il Governo ha scelto di attuare la delega in due tempi, con due distinti decreti legislativi: il primo, di metodo e inquadramento generale; il secondo, con la precisa individuazione delle diverse tipologie di procedimenti.

Autorizzazioni preventive

Il Consiglio di Stato aveva chiarito che per le attività soggette a Scia non è necessario nessun permesso preventivo in quanto “attività libere”, cioè consentite direttamente dalla legge in presenza di presupposti normativi che eliminano il potere di assenso preventivo della Pa, e “conformate” dalle leggi amministrative e quindi sottoposte a successiva verifica entro un termine stabilito.
Il decreto dovrebbe indicare espressamente tutti i casi in cui la Scia può essere utilizzata, senza che le Amministrazioni possano accertare la regolarità dell’attività con valutazioni discrezionali. L’attività potrà iniziare lo stesso giorno in cui si presenta l’istanza, ma se sono necessarie autorizzazioni specifiche si dovrà indire la conferenza di servizi e attendere il via libera.

I casi intermedi

Per le situazioni “intermedie”, cioè quelle in cui il privato deve richiedere altre autorizzazioni prima di presentare la Scia, il Consiglio di Stato indicava al Governo tre alternative possibili:

  • escludere questi casi dalla disciplina della Scia;
  • includerli ma prevedere espressamente che la Scia possa essere presentata solo dopo aver provveduto ad ottenere le autorizzazioni;
  • prevedere una sorta di “richiesta di inizio attività”, tramite un modulo complementare alla Scia, che attivi la Pa per l’ottenimento delle autorizzazioni.

Silenzio assenso e autotutela della Pa

Il decreto dovrebbe prevedere l’obbligo di comunicazione ai soggetti interessati dei termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere o, in assenza di risposta, la domanda si intende accolta. Secondo il Consiglio di Stato, il limite massimo di 18 mesi dopo il quale la Pa non può più agire in autotutela andrebbe collegato più precisamente alla prassi normativa, in quanto l’autotutela è un provvedimento di secondo grado rispetto ad uno adottato precedentemente, che però nel caso della Scia è inesistente. E’ perciò necessario stabilire da quando devono decorrere i 18 mesi.
Un’ipotesi di tempistica prevede che, in caso di accertate violazioni di legge, eccesso di potere o incompetenza, l’Amministrazione dovrà adottare un provvedimento di diniego di prosecuzione dell’attività entro sessanta giorni dalla presentazione della Scia. Se ci sono altre amministrazioni interessate, l’Amministrazione che riceve la Scia dovrà trasmetterla a queste entro cinquanta giorni.

Documentazione

Il decreto dovrebbe indicare i termini entro cui le Amministrazioni devono pubblicare sui propri siti i modelli unificati, chiarire esplicitamente che tutta la documentazione necessaria è indicata nel modulo unificato e vietare espressamente che la modulistica online possa rinviare ad altri formulari presso altre Amministrazioni. La Scia dovrà essere accompagnata da autocertificazioni e, solo se richiesto dalla legge, dalle asseverazioni dei tecnici abilitati e dagli elaborati tecnici per consentire le verifiche. La Scia dovrà essere presentata online anche allo Sportello unico per l’edilizia, utilizzando un modello standardizzato.

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