Diritto di sopraelevare: quando i Giudici legittimano il proprietario | Geometra.info

Diritto di sopraelevare: quando i Giudici legittimano il proprietario

Con determinate condizioni e senza richiedere il riconoscimento degli altri condomini, il proprietario dell’ultimo piano, o quello esclusivo del lastrico solare, hanno il diritto di sopraelevare

sopraelevazione ultimo piano
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Ai sensi dell’articolo 1127 del codice civile, il proprietario dell’ultimo piano dell’edificio o il proprietario esclusivo del lastrico solare, può procedere con l’elevazione dell’ultimo piano.
Soltanto qualora le modifiche proposte determinano una trasformazione radicale, con esecuzione di opere che eccedono il limite della conservazione, dell’ordinaria amministrazione e del godimento della cosa, il proprietario legittimato dovrebbe necessariamente coinvolgere anche gli altri condomini.

La sopraelevazione, non è ammessa se le condizioni statiche dell’edificio non lo consentono, mentre i condomini vi si possono opporre se pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti.
Per aspetto architettonico, deve intendersi la caratteristica principale insita nello stile architettonico dell’edificio, pertanto l’adozione, nella parte sopraelevata, di uno stile diverso, comporta normalmente un mutamento peggiorativo dell’aspetto architettonico complessivo.

Con la sentenza del 6 febbraio 2017, n. 45 (scarica gratis la sentenza), il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa per la Regione autonoma del Trentino, ha deciso un caso in cui il proprietario dell’ultimo piano di un edificio condominiale proponeva ricorso avverso il provvedimento a firma del segretario comunale, che sospendeva la variante ad una concessione edilizia inerente il progetto di rifacimento e risanamento della copertura, sull’assunto che sarebbe stato opportuno e necessario acquisire la liberatoria dei soggetti aventi diritto sulle parti oggetto di intervento.

L’amministrazione comunale, infatti, aveva ricondotto la situazione di fatto alla fattispecie dell’innovazione, così come definita dall’articolo 1120 del codice civile, in quanto le modifiche richieste sulla parte comune configurerebbero una trasformazione radicale, con esecuzione di opere che determinano conseguenze dirette nei confronti di tutti i condomini.

I Giudici, accogliendo il ricorso e annullando gli atti impugnati, stabiliscono invece che dell’estratto progettuale non era emersa una soluzione realizzativa contrastante con il diritto di sopraelevazione riconosciuto dall’art. 1127 codice civile e non risulta provata la contestata trasformazione radicale della parte comune.

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