Testo Unico Edilizia: la Sicilia recepisce il Dpr n. 380/2001 | Geometra.info

Testo Unico Edilizia: la Sicilia recepisce il Dpr n. 380/2001

L'Assemblea regionale siciliana ha adottato le norme nazionali, con importanti varianti sui cambi di destinazione d’uso e l’estensione del permesso di costruire

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Atteso da quindici anni, il Testo Unico dell’Edilizia sbarca in Sicilia. Il 2 agosto 2016, l’Assemblea regionale siciliana (Ars) ha approvato il disegno di legge n. 841 “Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380”.
Il testo, formato da 30 articoli, è stato concepito in due differenti modalità (dinamica e statica) per facilitare l’adeguamento della normativa siciliana alle future modifiche introdotte a livello nazionale.

Ora spetta agli enti locali siciliani adottare gli stessi strumenti normativi usati nel resto del Paese, come il permesso di costruire invece della concessione edilizia, la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e la Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), oltre alla Edilizia libera e alla Segnalazione certificata di agibilità, in attesa del Regolamento edilizio unico e della Terminologia unica ad esso associata.

Le novità più significative della legge siciliana riguardano:

  • l’estensione del Piano casa regionale del 2010 agli edifici realizzati entro il 2015, che potranno essere ampliati per interventi di riqualificazione energetica;
  • i cambi di destinazione d’uso, ammessi per tutte le costruzioni realizzate antecedentemente al 1976 compresi gli immobili già destinati a civile abitazione, ad attività turistico-ricettiva ovvero commerciale, a condizione che ciò non determini alterazioni ai volumi già realizzati con titolo abilitativo ed assentiti”.
  • lo sportello telematico e il modello unico elettronico per i titoli edilizi abilitativi, istituito nell’ottica di sempIificare e aggiornare la normativa sulle procedure edilizie.
  • l’estensione di due anni del permesso di costruire e, quindi, la proroga dei termini di inizio e fine lavori rispettivamente a tre anni e a cinque anni, con una comunicazione dell’interessato.
  • maggiori ambiti di tutela per le aree protette, gli spazi della rete Natura 2000 e le relative fasce di rispetto.

Rientrata l’ipotesi del condono

E’ stato dichiarato inammissibile, in quanto incostituzionale, un emendamento molto discusso che riammetteva al condono edifici costruiti in ‘buona fede’ tra il 1976 e il 10 agosto 1985. Gli abusi che si sarebbe voluto sanare riguardano le case nella fascia dei 150 metri dal mare che non sono state regolarizzate per una difformità di interpretazione fra uffici sulla legge nazionale di condono edilizio del 1985, la legge regionale di recepimento dello stesso condono edilizio, e il “decreto Galasso”, che comprendeva negli iter concessori l’autorizzazione paesaggistica delle soprintendenze, Le domande di sanatoria giacenti in Sicilia sono 700mila e muovono un consenso valutato in 22mila voti.

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