I mutui immobiliari calano del 16,8% nel primo trimestre 2013 | Geometra.info

I mutui immobiliari calano del 16,8% nel primo trimestre 2013

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Secondo la trentaquattresima edizione dell’Osservatorio sul credito al dettaglio realizzato da Assofin, Crif e Prometeia, nel corso del 2012 e del primo trimestre del 2013 le erogazioni di credito alle famiglie si sono ulteriormente ridotte.

Diminuiscono sia le erogazioni di credito al consumo, che segnano -11,7% nel 2012 e -5,9% nei primi tre mesi del 2013, sia le erogazioni di mutui immobiliari per acquisto di abitazioni: -47% nel 2012 e -16,8% nel primo trimestre 2013.

Concentrandoci soltanto sull’andamento dei mutui immobiliari, il mercato chiude il 2012 con volumi più che dimezzati rispetto all’anno precedente. I mutui per acquisto che fanno segnare una contrazione del -47% e la componente degli “altri mutui” registra un calo ancora più accentuato, pari a -70,7%. Il marcato trend negativo degli “altri mutui” è dovuto essenzialmente al crollo delle surroghe e delle sostituzioni, che sono state penalizzate dall’aumento degli spread applicati alle nuove erogazioni che le ha rese, di fatto, non più vantaggiose per le famiglie.

Nel primo trimestre del 2013, tuttavia, le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici riescono a contenere il calo, sia nella componente dei mutui d’acquisto (-16,8%), sia soprattutto in quella degli “altri mutui” (-12.8%).

A conferma della cautela lato offerta e lato domanda, il rapporto tra il valore del finanziamento e quello dell’immobile – il cosiddetto loan-to-value ratio – si è ulteriormente ridotto nel 2012 fino ad assestarsi al 59%, mentre la percentuale di mutui con loan-to-value ratio superiore all’80% è scesa dal 6% al 5% delle erogazioni. Inoltre, la durata media dei nuovi mutui è rimasta pressoché invariata, intorno ai 22 anni, a fronte di importi medi erogati più contenuti: 123mila euro quello per i mutui d’acquisto, 105mila euro quello degli “altri mutui”, in calo rispetto all’anno precedente, quando erano pari a 133mila e a 112mila euro rispettivamente.

Secondo l’Osservatorio nel 2012 si conferma anche la maggiore diversificazione delle tipologie di tasso applicato ai nuovi mutui, in linea con quanto già rilevato nel 2011. Infatti, se la metà delle erogazioni complessive è ancora stipulata a tasso variabile (52%), si rilevano nuovamente quote significative dei mutui a tasso fisso (23%) e a tasso misto (25%). I dati del primo trimestre 2013 confermano una maggior preferenza verso erogazioni a tasso variabile e misto, grazie ai tassi di mercato di riferimento ancora su livelli minimi, a discapito di quelle a tasso fisso.

La previsione per il mercato dei mutui vede, nell’ultima parte del 2013, consistenze in lieve riduzione (-0,4%), condizionate, come per gli altri segmenti del mercato, dalla debolezza delle condizioni finanziarie delle famiglie oltre che dalla fragilità del ciclo immobiliare. Nel biennio successivo, invece, le consistenze dovrebbero riprendere a crescere, sebbene su ritmi modesti: +0,9% nel 2014 e +2,8% nel 2015, grazie ai maggiori flussi erogati legati alla ripresa, seppur modesta, del reddito disponibile e al lento riavvio del mercato immobiliare.

 

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