Quale sara' l'impatto della Tasi su prima e seconda casa? | Geometra.info

Quale sara’ l’impatto della Tasi su prima e seconda casa?

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La nuova Tasi, l’imposta sui servizi indivisibili del 2014, si presenta molto simile all’Imu e in alcuni casi peggiore. Potrebbe, infatti, ricadere anche su quel 25% delle abitazioni principali che nel 2012 risultavano esenti dall’Imu, grazie alle detrazioni. Queste le conclusioni dell’analisi di Federconsumatori sull’impatto della nuova imposta per le prime e le seconde case nelle 105 città capoluogo in Italia, secondo la quale oltre cinque milioni di famiglie rischiano di rimpiangere l’Imu sulla prima casa.

Se con l’Imu erano previste detrazioni sulla prima casa pari a 200 Euro + 50 Euro per ogni figlio a carico di età inferiore a 26 anni, con la Tasi in vigore spetterà ai comuni decidere aliquote e detrazioni, così come stabilito dal Decreto Legge n. 16 del 6/3/2014. Un’indagine del Creef-Centro ricerche economiche educazione e formazione di Federconsumatori sulle città capoluogo evidenzia che nel caso in cui i Comuni spalmassero anche solo in parte l’incremento delle aliquote dello 0,8 per mille sulle prime case, anche la famiglia italiana media e non solo quella di fascia inferiore sarà colpita da un “conto più salato”.

Sono tre gli scenari possibili prospettati da Federconsumatori: il primo vede il comune portare il prelievo al 3,3%, scaricando il peso dell’aumento dell’aliquota necessario a finanziare le detrazioni sulle prime case; nel secondo caso, il comune può innlazare il tetto massimo all’11,4%, caricando la maggiorazione dell’aliquota sulle seconde case; infine, nell’ultimo caso il comune può decidere un aumento pro quota, in parte sulle prime case e in parte sulle seconde.

Ad esempio, per una famiglia tipo composta da tre persone residenti in una casa A2 di 100 metri quadri, ipotizzando una detrazione di 100 euro, la nuova Tasi risulterà essere pari a 231,71 euro, 50 euro in meno, quindi, rispetto ai 280,85 euro, l’imposta di due anni fa. Se nel 2012, la pressione fiscale sulla prima casa era di 530 euro con Imu, Tarsu e Tia, nel 2014 risulta di 502 con la Tasi e la Tari; nel 2013, invece, mini Imu, Tares e l’addizionale di quest’ultima imposta arrivavano a costare 337 euro.

In caso, però, l’amministrazione dovesse decidere di usufruire parzialmente o totalmente della possibilità di alzare le aliquote, la Tasi raggiungerà i 284,78 euro, con un aumento dello 0,04 mille e con l’aumento massimo dello 0,08 per mille arriverebbe a 337,85 euro, superando l’imposta del 2012.

Anche per quanto riguarda le seconde case, la situazione non è migliore. Nelle 10 città più care pagheranno oltre 2 mila euro di Tasi, con una punta di 4.005 euro a Roma. Anche a Milano, Padova, Firenze, Venezia, Massa Carrara, La Spezia e Siena, la quota supera i 2 mila euro, per una casa A2 di 100 metri quadri. Saranno pagati 106,1 euro in più rispetto all’Imu 2013 e 125 euro in più rispetto al 2012, se i Comuni adotteranno l’aumento dello 0,8 per mille sulle seconde case.

Il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, la nuova Tasi si prospetta ”come una vera e propria simil-Imu”, preannunciando ”non poche beffe per i cittadini”. La prima riguarda le famiglie meno abbienti che, grazie alle detrazioni, non pagavano l’Imu e ora con molte probabilità si troveranno a far fronte a importi non indifferenti; la seconda riguarda gli inquilini. Anche le famiglie in affitto non pagavano l’Imu e si troveranno da un giorno all’altro a pagare la Tasi (dal 10 al 30%)”.

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