Rivalutazione terreni e partecipazioni entro il 30 giugno: facciamo il punto | Geometra.info

Rivalutazione terreni e partecipazioni entro il 30 giugno: facciamo il punto

Scade il 30 giugno 2015 il termine per il versamento dell'imposta sostitutiva relativa alla rideterminazione del valore di acquisizione di partecipazioni societarie e terreni posseduti al 1° gennaio. Facciamo il punto

frazionamenti_terreni
image_pdf

La legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi 626 e 627, legge n. 190/2014) ha riaperto i termini per la rideterminazione del valore di acquisizione di partecipazioni societarie e terreni posseduti al 1° gennaio 2015.

Nella sostanza, si tratta dell’ennesima proroga dell’agevolazione introdotta per la prima volta dagli articoli 5 e 7, legge n. 448/2001 e riproposta più volte nel corso degli anni.

Tuttavia, a differenza dei precedenti interventi normativi, la legge di Stabilità 2015 ha disposto un raddoppio delle aliquote dell’imposta sostitutiva per la rivalutazione, che sale così dal 4 all’8% per la rivalutazione di terreni e partecipazioni qualificate e dal 2 al 4% per le partecipazioni non qualificate.

Aliquote dell’imposta sostitutiva:

4% per le partecipazioni non qualificate
8% per la rivalutazione di terreni e partecipazioni qualificate

 

Il principale effetto dell’operazione consiste nella rideterminazione del valore da assumere ai fini del calcolo della plusvalenza tassabile al momento della futura vendita del bene. Il valore affrancato rileva, infatti, ai fini della determinazione dei redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lettere a) e b), c) e c-bis), TUIR.

In buona sostanza, l’operazione consente, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva, di assumere in luogo del costo o valore iniziale del bene oggetto della rivalutazione, quello indicato nella perizia di stima necessaria ai fini dell’operazione, con la possibilità di far emergere, all’atto della cessione, una plusvalenza inferiore rispetto a quella che si realizzerebbe nel regime ordinario.

L’art. 7, legge n. 448/2001 dispone inoltre che il valore di perizia rappresenta il valore normale minimo anche ai fini dell’imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali.

Possono beneficiare dell’agevolazione le persone fisiche, le società semplici (comprese le società ed associazioni ad esse fiscalmente equiparate ai sensi dell’art. 5 TUIR) e gli enti non commerciali che alla data del 1° gennaio 2015 risultino essere in possesso di partecipazioni e terreni.

Soggetti ammessi alla rivalutazione:

– persone fisiche non esercenti attività d’impresa
– società semplici e associazioni
– enti non commerciali, limitatamente ai beni al di fuori della sfera commerciale

Sul piano oggettivo, la rivalutazione riguarda i terreni, sia edificabili, sia agricoli e le partecipazioni (qualificate e non) di società non quotate, purché detenute al di fuori del regime d’impresa.
Con specifico riferimento a quest’ultima categoria di beni, rientrano nel perimetro applicativo della disposizione sia le partecipazioni rappresentate da titoli (azioni), sia le quote o i diritti di partecipazione al patrimonio sociale non rappresentate da titoli (quote di S.r.l., partecipazioni in società di persone, diritti d’opzione, ecc.).
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 12/E del 2002, è inoltre possibile affrancare il valore di acquisto anche solo per una quota della partecipazione detenuta.
Nel caso di comproprietà di un terreno o di un’area rivalutata sulla base di una perizia giurata di stima, ciascun comproprietario deve dichiarare il valore della propria quota per la quale ha effettuato il versamento dell’imposta sostitutiva dovuta.

Beni rivalutabili:

– terreni agricoli, edificabili e lottizzati, posseduti al 1° gennaio 2015
– partecipazioni, qualificate e non qualificate, detenute in società non quotate alla data del 1° gennaio 2015

La rideterminazione del valore di acquisto si perfeziona con l’asseverazione di una perizia di stima, che attesti il valore del bene alla data del 1° gennaio 2015.
Per quanto concerne le partecipazioni, sono abilitati alla redazione della perizia, i dottori commercialisti, gli esperti contabili e i revisori legali.
Sono invece abilitati a redigere la perizia di stima dei terreni gli iscritti agli albi degli architetti, ingegneri, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari e industriali. Sono inoltre abilitati i periti iscritti alla Camera di commercio ai sensi del R.D. n. 2011/34.

Perizia di stima Soggetti abilitati
Partecipazioni – dottori commercialisti,
– esperti contabili
– revisori
Terreni – architetti
– ingegneri
– geometri
– dottori agronomi
– agrotecnici
– periti agrari e industriali
– periti iscritti alla Camera di commercio

 

Rivalutazione terreni anche con perizia asseverata dopo l’atto: la scadenza per l’asseverazione della perizia è fissata al 30 giugno 2015.
La perizia di rivalutazione deve essere riportata nell’atto di cessione. Tuttavia, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 53/E del 27 maggio 2015 (con cui è stato recepito un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità), l’omessa indicazione può essere accettata qualora la differenza tra il valore di perizia e il prezzo di vendita sia poco significativa.
Con la medesima risoluzione l’Agenzia delle Entrate ha inoltre modificato la posizione espressa con la precedente circolare n. 16/E del 2005, ammettendo che il verificarsi della circostanza in cui la perizia di stima sia redatta prima della cessione ma asseverata in data successiva non comporta la decadenza dall’agevolazione.
Come versare l’imposta sostitutiva
Il 30 giugno 2015 è anche l’ultimo giorno utile per il versamento dell’imposta sostitutiva sulla rivalutazione, da effettuarsi in un’unica soluzione, oppure in forma rateale (fino a un massimo di tre rate annuali). In quest’ultimo caso le rate successive devono essere versate entro il 30 giugno di ogni anno con l’aggiunta degli interessi nella misura del 3% annuo, da versare contestualmente a ciascuna rata.
Le scadenze di versamento:

– 30 giugno 2015: termine per il versamento integrale oppure della prima rata
– 30 giugno 2016: seconda rata
– 30 giugno 2017: terza rata

L’opzione per la rideterminazione dei valori e la conseguente obbligazione tributaria si considerano perfezionate con il versamento dell’intero importo dell’imposta sostitutiva ovvero, in caso di pagamento rateale, con il versamento della prima rata (cfr. circolare n. 35/E del 4 agosto 2014 e circolare n. 1/E del 15 febbraio 2015).
Ne consegue che, qualora il contribuente abbia deciso di versare l’imposta sostitutiva (in un’unica soluzione o a rate), ma ometta il versamento entro il 30 giugno 2015, non sarà possibile sanare la violazione con il ravvedimento operoso. È invece possibile regolarizzare le eventuali successive omissioni che abbiano fatto seguito al versamento della prima rata nei termini di legge.
Come previsto dall’art. 5, legge n. 448/2001, i contribuenti che abbiano versato anche solo la prima rata dell’imposta sostitutiva per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni, non possono più modificare in seguito la propria scelta. In tale circostanza, pertanto, i contribuenti saranno comunque tenuti al versamento delle rate residue, senza possibilità di ottenere alcun rimborso.
Si ricorda inoltre che, in virtù della disposizione introdotta dall’art. 7, comma 2, D.L. n. 70/2011, i soggetti che si avvalgono nuovamente dell’agevolazione possono scomputare dall’imposta sostitutiva dovuta quella eventualmente già versata con riferimento a precedenti rivalutazioni aventi ad oggetto i medesimi beni. In alternativa alla compensazione è possibile chiedere il rimborso dell’imposta sostitutiva già versata entro il termine di 48 mesi dalla data di versamento dell’intera imposta o della prima rata. La somma chiesta a rimborso non potrà essere comunque superiore all’importo dovuto in base all’ultima rideterminazione del valore effettuata.
Ad esempio
Un contribuente intende rivalutare un terreno edificabile per un valore di 300.000 euro.
Il terreno aveva già formato oggetto di rivalutazione nel 2006, con il versamento di un’imposta sostitutiva pari a 8.000 euro.
Nell’ipotesi di compensazione, il contribuente dovrà versare un’imposta sostitutiva pari a 16.000 euro (300.000 x 8% – 8.000).
Il versamento dell’imposta sostitutiva deve essere effettuato mediante utilizzo del modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:
– 8055 per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni;
– 8056 per la rivalutazione dei terreni.
I codici tributo devono essere riportati nella sezione Erario del modello, indicando quale anno di riferimento quello di possesso dei beni per cui si opera la rivalutazione (ossia il 2015).
L’indicazione dei dati in UNICO
I contribuenti che si avvalgono della rivalutazione sono tenuti a riepilogarne i dati nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno di perfezionamento (UNICO 2016 per quanto concerne la rivalutazione in esame).
Nel modello UNICO di quest’anno, invece, troveranno indicazione i dati riferibili alla rivalutazione i cui termini sono stati aperti dalla legge di Stabilità 2014 (legge n. 147/2013).
Le informazioni richieste devono essere indicate nella sezione VII del quadro RT (righi RT 105-107) per le partecipazioni e nella sezione X del quadro RM (righi RM20-22) per i terreni.

Perizia_stima

L’omessa indicazione dei dati nel modello UNICO costituisce una violazione di tipo formale, per la quale si rendono applicabili le sanzioni previste dall’art. 8, comma 1, D.Lgs. 471/1997 (da 258 a 2.065 euro), senza che ciò produca effetti sulla validità della rivalutazione.

L’articolo è tratto da QOL – Fisco, lavoro e società – Quotidiano online

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Rivalutazione terreni e partecipazioni entro il 30 giugno: facciamo il punto Geometra.info