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Geometri, ecco le prime lauree professionalizzanti

Dall'anno accademico 2018/2019 due corsi professionalizzanti a Padova e Bari grazie agli accordi con i Collegi Provinciali dei Geometri e Geometri Laureati

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Dall’anno accademico 2018/2019 due atenei italiani, l’Università di Padova e il Politecnico di Bari, terranno a battesimo le prime lauree professionalizzanti per geometri.

Il lungo iter, ricco anche di polemiche sul lavoro fatto dal Miur, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca diretto da Valeria Fedeli per arrivare alla firma del decreto di istituzione delle lauree professionalizzanti, avrà nei corsi di laurea in ‘Tecnica e Gestione dell’Edilizia e del Territorio. Laurea professionalizzante: Geometra’ (Classe L-7/ Ingegneria Civile) a Padova e ‘Costruzioni e Gestione Ambientale e Territoriale’ (Classe L-7/ Ingegneria Civile e Ambientale) a Bari, un primo ed effettivo banco di prova dell’appeal e della necessità operativa di questi percorsi di studio, qualcosa che integra e va oltre la semplice alternanza scuola-lavoro, ratificata da apposito accordo tra il Miur e il Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati .

L’istituzione di queste due prime lauree professionalizzanti in ossequio al D.M. 935/2017 e destinate ai geometri, è stata possibile grazie all’accordo rispettivamente tra i Collegi territoriali di Padova e Vicenza e l’Università degli Studi di Padova e la Scuola di Ingegneria, mentre il corso del Politecnico di Bari è frutto dell’intesa promossa dal Collegio Geometri e Geometri Laureati della provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT).

Questi due corsi rappresentano il naturale proseguimento degli studi per i diplomati dell’istituto tecnico, settore Tecnologico, indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio, ossia il nuovo titolo che diploma i geometri del futuro. Questo risultato è stato raggiunto grazie all’impegno della Categoria professionale dei Geometri liberi professionisti che, negli ultimi due anni, ha  avviato nove percorsi accademici con la collaborazione dei Collegi di Lodi, Rimini, Siena, Torino, Grosseto, Olbia, Mantova, Reggio Emilia e La Spezia. Iniziative intraprese, a loro volta, in seguito all’approdo del disegno di legge AC 4030 in Parlamento, una proposta di riforma del percorso di accesso alla professione, presentato dalla prima firmataria Flavia Simona Malpezzi e sostenuto dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati (CNGeGL).

Per gli studenti (ma anche per i geometri, visto che sono previsti dei crediti formativi) giovedì 25 gennaio 2018 è in programma a Barletta  la presentazione ufficiale del corso sperimentale in ‘Tecnica e Gestione dell’Edilizia e del Territorio. Laurea professionalizzante: Geometra’ alla presenza del Magnifico Rettore del Politecnico di Bari Eugenio Di Sciascio, La relazione conclusiva sarà a cura del Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli.

Durante la discussione del documento d’indirizzo per la formazione terziaria elaborato dalla ‘Cabina di regia nazionale per il coordinamento del sistema di istruzione tecnica superiore e delle lauree professionalizzanti‘, abbiamo messo a disposizione importanti contributi – spiega il Presidente Savoncelli – condividendo i presupposti innovativi della nostra proposta di legge sulla riforma del percorso di accesso presentata in Parlamento, in cui viene previsto che il titolo accademico sia abilitante, affinché l’esame finale per il conseguimento della laurea abbia valore di Esame di Stato consentendo direttamente l’iscrizione all’Albo. Agli aspetti qualificanti – sottolinea il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli concludendo – si ispirano i nove corsi universitari avviati prima del D.M. 935/2017 dagli altri Collegi Provinciali, vero motore del metodo, che hanno finora sperimentato un percorso didattico ad alto valore aggiunto in termini di acquisizione di competenze per il triennio, mettendo in rete atenei, Collegi, istituti tecnici CAT dei territori e consentendo ai neo-laureati di entrare nel mondo del lavoro a 22 anni con una preparazione di livello accademico. Un sforzo complessivo che si traduce in un impegno della nostra Categoria nella direzione di rilanciare l’occupazione giovanile e, con essa il Paese, riducendo la distanza tra domanda e offerta di lavoro”.

 

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