Fabbricati rurali, storici e proprieta' dei Comuni: Imu piu' leggera con nuovi emendamenti | Geometra.info

Fabbricati rurali, storici e proprieta’ dei Comuni: Imu piu’ leggera con nuovi emendamenti

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Esenzioni e alleggerimenti sono in arrivo per l’imposta municipale su immobili agricoli, case popolari e dimore storiche. Sono contenute in una serie di emendamenti al decreto sulle semplificazioni fiscali, proposte dalla commissione Finanze del Senato che, approvate dal Governo, cambieranno la situazione a partire da giugno, cui si aggiungerà uno sconto del 50% per fabbricati inagibili e dimore storiche. Secondo i nuovi provvedimenti, l‘Imu agricola prevede l’esenzione di immobili di amministrazioni comunali e case popolari situati nel proprio territorio di competenza, sugli immobili ex Iacp e di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà condivisa. Saranno esentati dalla quota erariale anche i fabbricati rurali strumentali nei Comuni di montagna oltre i mille metri di altitudine. L’Imu in tal caso consterà di due rate, del 30% in acconto e del 70% a saldo, rispettivamente entro giugno e dicembre. L’abbattimento della base imponibile a favore degli immobili degli imprenditori agricoli professionali ritorna al 25%. Per la determinazione della base imponibile Imu dei terreni posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, il moltiplicatore aumenta di 5 punti, passando da 130 a 135.

Per fabbricati inagibili o inabitabili e per quelli di interesse storico o artistico l’imposta si riduce del 50%. Nel caso in cui questi ultimi però siano fonte di reddito, non potranno godere dell’esenzione. Le novità non riguardano solo l’Imu: alle imprese sarà consentito di cedere alle banche crediti certificati da regioni ed enti locali per somministrazioni, forniture e appalti, con relativa garanzia di solvibilità del debito da parte dell’impresa. Una quota di risorse pari a un miliardo di euro sarà assegnata agli enti locali per il pagamento dei debiti nei confronti delle imprese. 

Lunedì saranno votati gli emendamenti, che successivamente passeranno in Senato. Tuttavia, arrivano i primi commenti alle proposte del Governo, primo fra tutti quello del presidente della Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori, Giuseppe Politi, non convinto dei provvedimenti. “Appare del tutto insufficiente e addirittura contraddittoria l’esenzione Imu sui fabbricati strumentali ubicati in territori montani al di sopra di 1000 metri, in quanto questi verranno per la prima volta tassati ai fini Irpef. E’ il classico gioco delle tre carte. E a pagare saranno gli agricoltori di zone svantaggiate che già operano tra innumerevoli difficoltà e con l’assillo di problemi quotidiani”.

Continua Politi affermando che “l’emendamento che conferma l’aliquota Imu sui fabbricati strumentali con la riduzione della sola quota di acconto dal 50 al 30 per cento e la franchigia sui terreni e’ assolutamente inadeguata e lontanissima da quella necessaria per creare condizioni di equità. L’unica novità che possiamo definire positiva e’ data dal fatto che per i fabbricati strumentali ancora da accatastare non e’ previsto il pagamento dell’acconto. Ma anche in questo caso e’ assolutamente necessario che il governo faccia al più presto chiarezza”.

C.C. 

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