Il decreto 102/2014 e il Contratto di prestazione energetica | Geometra.info

Il decreto 102/2014 e il Contratto di prestazione energetica

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Il nuovo dlgs 102/2014 inserisce il Contratto di prestazione energetica tra gli strumenti individuati come fondamentali per poter riqualificare il patrimonio edilizio esistente da un punto di vista energetico. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 luglio 2014, recepisce la Direttiva 2012/27/Ue sull’efficienza energetica e s’inserisce nel quadro di norme che disciplina il consumo energetico in edilizia, affiancando i già esistenti dlgs 192 e 311, dlgs 115, dlgs 28 e legge 90.

Questa tipologia di contratto, anche detto Contratto di rendimento energetico o Energy Performance Contract (Epc), consiste in un accordo con il fornitore di una o più misure di miglioramento dell’efficienza energetica che verrà pagato in funzione di criteri, definiti a contratto, legati al livello di miglioramento dell’efficienza energetica raggiunto (ad esempio: in funzione dei risparmi energetici e finanziari ottenuti grazie all’implementazione delle misure).

Grandi potenzialità quindi per questo strumento, già introdotto dal dlgs 115/2008 (Contratto servizio energia plus) ma ancora poco utilizzato perché, a suo tempo, non erano state fornite informazioni sufficientemente dettagliate per garantirne un utilizzo diffuso.

L’allegato 8 al nuovo decreto, pubblicato in seguito ad avviso di rettifica apparso in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio 2014, individua gli elementi minimi che devono figurare nei contratti di rendimento energetico, con particolare riferimento a quelli sottoscritti con il settore pubblico. Il dlgs 102 richiede infatti alle Pubbliche amministrazioni di favorire l’utilizzo di questa tipologia contrattualistica, in affiancamento al più diffuso finanziamento tramite terzi, come strumento utile al raggiungimento degli obiettivi annuali di riqualificazione energetica del proprio patrimonio esistente. Il Contratto di rendimento energetico consente quindi alle Pubbliche amministrazioni di finanziare gli interventi di riqualificazione energetica, semplicemente pagando la fornitura di energia come negli anni antecedenti gli interventi. La misura di efficienza energetica verrà infatti ripagata con i risparmi ottenuti grazie alla sua implementazione, di cui, per i primi anni, fruirà, interamente o in parte, il fornitore dell’energia.

Tale tipologia di contratto presenta quindi i seguenti vantaggi rispetto ai contratti di servizio energia tradizionali:

  • assenza di necessità da parte delle Pubbliche amministrazioni di stanziare fondi aggiuntivi rispetto alla spesa energetica prevista per finanziare gli interventi di riqualificazione energetica

  • stimolo ai fornitori di energia e della misura di miglioramento dell’efficienza energetica ad effettuare interventi realmente efficaci e ad ottimizzare la gestione energetica degli edifici inseriti all’interno del Contratto di rendimento energetico

  • monitoraggio costante dell’efficacia delle misure di efficienza energetica implementate e consapevolezza dei consumi energetici reali da parte dell’Amministrazione Pubblica

Naturalmente si parla di contratti con durate più lunghe rispetto a quelle a cui siamo abituati perché è necessario dare il tempo al fornitore di energia e misure di miglioramento dell’efficienza energetica di ripagarsi gli interventi effettuati.

Le società che forniranno questi servizi dovranno quindi essere estremamente competenti e avere buone capacità finanziarie: ecco di nuovo il motivo dell’esigenza di una certificazione di parte terza di tali soggetti al fine di avere garanzie del possesso di tali requisiti (Esco certificate secondo Uni Cei 11352:2014). Di questa certificazione e degli altri attori qualificati richiesti dal nuovo Decreto si è ampiamente parlato nell’articolo “Dlgs 102/2014: attori qualificati nel futuro dell’efficienza energetica”.

La Direttiva europea richiede la diffusione di questo strumento contrattuale all’interno delle Pubbliche amministrazioni centrali, e il nuovo Decreto va oltre: richiede a Regioni ed enti locali di dotarsi di provvedimenti volti a favorire il ricorso ai contratti di prestazione energetica e che Regioni e Province autonome forniscano assistenza tecnica alle pubbliche amministrazioni nella stesura di tali contratti. A supporto di tali attività, l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) dovrebbe integrare, entro settembre 2014, il contratto-tipo per il miglioramento del rendimento energetico (articolo 4-ter del dlgs 192) con gli elementi minimi di cui all’allegato 8 del nuovo Decreto.

Il Contratto di rendimento energetico presenta gli stessi vantaggi anche nell’applicazione agli edifici privati. Per aumentare la diffusione degli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, il Decreto prevede anche la deroga alle distanze e altezze minime degli edifici (ad esclusione di quanto previsto dal codice civile) in caso del raggiungimento di un’elevata prestazione energetica grazie a interventi di nuova costruzione o ristrutturazione. Per quanto riguarda le nuove costruzioni, sempre a fronte del raggiungimento di un’elevata prestazione energetica, viene data la possibilità di scomputare lo spessore delle murature eccedente i 30 cm dal calcolo di volume, altezza, superficie e rapporto di copertura. 

L’autore


Federica Ariaudo

Architetto e dottore di ricerca in Innovazione tecnologica per l’ambiente costruito presso il Dipartimento di Energia del Politecnico di Torino, Federica Ariaudo è Leed AP BD+C. Collabora con l’ufficio Csr (Corporate social responability) – Sostenibilità ambientale del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo per la gestione energetica dell’ampio patrimonio edilizio, con particolare riferimento al Sistema di Gestione Ambiente ed Energia. È consulente Reale Mutua Assicurazioni in ambito Green Procurement e Buro Happold per la certificazione Leed NC del nuovo centro direzionale Intesa Sanpaolo di Torino. È stata consulente GBC Italia per attività di sviluppo di documentazione a supporto della diffusione di pratiche di audit energetici e miglioramento dell’efficienza energetica in edifici esistenti. Membro del Comitato tecnico scientifico di Gbc Italia, è auditor per verifiche di terza parte per gli schemi Iso 50001 (Sistema di Gestione Energia) e Uni 11352 (Esco). Si occupa di formazione nell’ambito della sostenibilità energetico-ambientale.

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