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Il mercato immobiliare e’ sempre piu’ debole

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Nel quarto trimestre del 2011 si sono acuiti i segnali di debolezza del mercato immobiliare secondo i risultati dell’indagine condotta dalla Banca d’Italia attraverso interviste a 1.522 agenti.

Sul fronte dei prezzi delle abitazioni, la quota di agenti che hanno segnalato una diminuzione dei prezzi rispetto al periodo precedente è ulteriormente cresciuta, dal 51,2 al 66,5 per cento della precedente indagine. Sono meno dell’1% coloro che hanno indicato un aumento delle quotazioni, con un nuovo peggioramento del saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” più pronunciato nelle regioni del Mezzogiorno.

La quota di agenzie che negli ultimi mesi del 2011 ha venduto almeno un immobile è aumentata a 72,1 per cento rispetto a 65,5 del precedente trimestre, probabilmente risentendo della componente stagionale; rispetto allo stesso periodo del 2010 è invece diminuita di circa tre punti percentuali. L’incremento congiunturale delle compravendite è stato particolarmente marcato nel Mezzogiorno (67,3 per cento, da 59,9) e nel Nord Ovest (75,3 per cento, da 67,0). Per quanto riguarda trattative e tempi di vendita, nel quarto trimestre 2011 il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali si è ampliato, al 13,7 per cento (12,5 nella precedente indagine), principalmente per effetto della variazione riscontrata nelle aree urbane (13,8 per cento da 12,3). Il tempo medio di completamento dell’incarico si è allungato a 7,6 mesi contro il 7,1 nel sondaggio di ottobre.

La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario ha continuato a scendere, collocandosi al 63,7 per cento e il calo ha riguardato soprattutto le aree urbane. Anche sul fronte delle prospettive a breve termine sul mercato in cui operano le agenzie i risultati dell’indagine non sono positivi. Il saldo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli” è fortemente peggiorato, collocandosi a −45,7 punti da −22,3 nella rilevazione precedente.

Il saldo circa le attese dei nuovi incarichi a vendere, pur rimanendo positivo, è sceso a 11,2 punti, dopo il temporaneo rialzo nella scorsa rilevazione e si è intensificata la prevalenza di attese di calo dei prezzi nei prossimi mesi (68 per cento, da 50,8). Appare infine in aumento anche il numero di agenti che indica un peggioramento delle prospettive a breve del mercato nazionale, con una quota salita dal 43,1 al 61 per cento.

O.O.

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