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Il programma di sviluppo dell'edilizia consapevole

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Sostenibilità, qualità, legalità e sviluppo: questi sono i principi ispiratori della riunione degli Stati Generali delle Costruzioni dello scorso 14 maggio, a due anni esatti dalla loro nascita.

All’incontro hanno partecipato le categorie appartenenti alla filiera edile (imprese, sindacati, cooperative, artigiani, real estate, architetti), con l’obiettivo di proporre un piano d’azione di responsabilità nei confronti dell’ambiente e del territorio italiano, da tutelare e riqualificare con urgenza.

L’incontro è stato aperto dal giornalista del Corriere della Sera e saggista Sergio Rizzo, con la proiezione di una serie di fotografie, tratte dal libro “Vandali”, scritto in collaborazione con il collega Gian Antonio Stella, dei vari “scempi” edilizi che hanno rovinato le coste italiane erodendo il territorio, in particolare con punte come il paese di Triscina, “dove su 5000 case complessive, 5000 sono quelle abusive”.  Dalla provocazione si passa a domandarsi come arginare questo fenomeno di vera dilapidazione di ricchezze ambientali in un Paese turistico come l’Italia. Come ritornare ad avere una “cultura del bello”? Inoltre, un’edilizia consapevole è funzionale a non disperdere energie che invece dovrebbero confluire in una giusta politica sostenibile per l’accesso alla casa.

Durante il dibattito, dal confronto di opinioni del presidente dell’Ordine nazionale degli Architetti, Leopoldo Freyrie, e del presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando, è nato un “documento comune di proposta degli Stati Generali alla società civile per il progetto di riqualificazione del territorio e la rinascita dei centri cittadini di cui assumersi la responsabilità”. Quest’ultimo è la risposta pratica dell’OICE (Organizzazioni Ingegneria e Consulenze Tecnice-Economiche) che vuol diffondere una diversa cultura del territorio e soprattutto vuole operare diversamente.

I punti fondamentali del documento sono l’individuazione, entro 6 mesi, delle urgenze da affrontare sul piano territoriale; il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e locali e dei cittadini; il risparmio energetico; il sistema di certificazione della qualità per il controllo dei cantieri, la riqualificazione ambientale nei centri storici come nelle periferie urbane.

C.C.

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