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Imprese e infrastrutture, il nuovo piano della Cassa Depositi e Prestiti

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95 miliardi di euro per enti pubblici, territorio, imprese e infrastrutture: sono le Linee strategiche del Piano industriale 2013-2015 della Cassa depositi e prestiti Spa, approvate nei giorni scorsi dal Consiglio di amministrazione, preludio al Piano definitivo che verrà approvato nei suoi dettagli il prossimo 11 settembre. Il piano detta le linee di indirizzo a tutte le società del gruppo, compresa Cdp investimenti Sgr e il Fondo strategico italiano.

Il Piano prevede che nei 3 anni siano mobilitate e gestite a favore dei segmenti “Enti Pubblici e Territorio”, “Infrastrutture” e “Imprese” risorse fino a 80 miliardi di euro, circa il 5% del Pil nazionale, ai quali vanno aggiunti altri 15 miliardi di euro, che potranno essere immessi nell’economia attraverso specifici interventi finalizzati all’allargamento del perimetro di attività del Gruppo, in analogia con quanto fatto in altri Paesi europei. In questa ipotesi il contributo del Gruppo Cdp alla crescita dell’Italia sarebbe pari al 2% del Pil annuale (6% nel triennio).

I segmenti individuati sono definiti i ‘motori sani dello sviluppo’ economico: supporto agli investimenti delle Pa; finanza per infrastrutture “intelligenti”; sostegno alle imprese e all’export, oltre a una particolare serie di attività dedicata alla promozione dello sviluppo del Mezzogiorno.

Per gli Enti pubblici e Territorio, verranno immessi 23 miliardi di euro (2 in capitale di rischio). Tra le soluzioni che verranno finanziate, la Cdp indica iniziative di valorizzazione delle partecipazioni degli Enti e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, con un’attenzione particolare al social housing e all’edilizia scolastica.

Altri 9 miliardi saranno destinati alla progettazione, avvio e finanziamento di opere infrastrutturali, con l’impulso alla realizzazione di grandi opere con finanziamenti e con investimenti diretti in capitale di rischio attraverso Fsi, che già ha realizzato altri interventi ai fini del consolidamento del settore delle public utilities e dello sviluppo delle infrastrutture digitali. Per la promozione delle piccole infrastrutture, in prevalenza greenfield, è allo studio la creazione di un fondo ad hoc, che si propone di attivare accordi di co-investimento con altri investitori istituzionali di lungo termine.

Segmento cruciale sono le Imprese, con un investimento fino a 48 miliardi di euro, di cui circa 3,5 miliardi in capitale di rischio, per il supporto della crescita e dell’internazionalizzazione e per la valorizzazione di asset strategici per il Paese. Per quanto riguarda il Mezzogiorno, infine, i 20 miliardi specifici destinati a queste attività andranno a confluire, tra le altre cose, su progetti di consolidamento delle public utilities partecipate da enti locali, social housing, finanziamento diretto di infrastrutture portuali, viarie, ferroviarie e turistiche.

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