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Imu 2012 inferiore a Ici 2007 per rendite catastali basse

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È stata presentata a Roma il 22 novembre scorso la quarta edizione del volume “Gli immobili in Italia 2012″, a cura del Dipartimento delle Finanze e dell’Agenzia del Territorio, con la collaborazione di Sogei.

Principali novità dell’edizione 2012 sono i capitoli dedicati all’analisi comparativa della tassazione immobiliare a livello internazionale e l’analisi del gettito della nuova Imposta municipale propria (Imu) con particolare riferimento agli aspetti distributivi, territoriali e socio-demografici.

I dati evidenziano che l’importo medio Imu versato è crescente al crescere del reddito e al crescere dell’età del contribuente. Il gettito non è distribuito equamente a livello territoriale: l’imposta versata al Nord è pari al 54,8% del gettito complessivo mentre le quote del Centro e del Sud sono rispettivamente pari al 27,1% e 18,1%.

L’imposta media versata è, invece, maggiore al Centro (circa 746 euro) rispetto al Nord (circa 682 euro) e al Sud (circa 441 euro).

Con riferimento al prelievo sulle abitazioni principali, il confronto tra i dati Ici 2007 e Imu 2012 mostra che, anche per effetto delle diverse detrazioni, l’incidenza dell’Imu è inferiore a quella dell’Ici per rendite catastali basse, fino a circa 660 euro, mentre per rendite superiori l’Imu risulta più elevata dell’Ici.

Per le principali città italiane l’analisi del gettito Imu in relazione alle diverse macroaree territoriali – zone centrali, semicentrali, periferiche, suburbane e rurali – evidenzia il permanere di sperequazioni, che possono solo essere corrette attraverso la revisione delle rendite catastali, così come previsto dall’art. 2 della delega fiscale attualmente all’esame del Parlamento.

Nell’ambito delle analisi relative al patrimonio immobiliare è emerso che nel 2010 il totale dei contribuenti che hanno presentato dichiarazione dei redditi è circa 41,5 milioni e di questi più di 24,6 milioni (il 59% del totale dei contribuenti) risultano proprietari di immobili o di quote di essi, con un incremento di circa 0,3 milioni di soggetti proprietari rispetto al 2009.

Con riferimento agli immobili a uso abitativo, il numero dei contribuenti è pari a 24,2 milioni, quasi 400mila unità in meno rispetto al totale dei contribuenti proprietari di immobili. Emerge che i lavoratori dipendenti e i pensionati – che rappresentano l’81% dei proprietari – possiedono immobili con un valore Omi pari al 73% del totale e un valore imponibile potenziale Imu pari al 72% del totale.

I dati per area geografica sono sostanzialmente analoghi a quelli che emergono dalla distribuzione nazionale. Il valore Omi medio più alto per proprietario si registra al Centro (250mila euro) dato ben al di sopra della media nazionale di 206mila euro. Inoltre, nonostante i livelli di reddito medio complessivo siano sostanzialmente omogenei al Centro (circa 23,8mila euro) e al Nord (25mila euro) e il numero di proprietari sia inferiore al Centro rispetto al Nord, il valore medio del patrimonio abitativo posseduto dai residenti al Centro risulta più elevato.

Interessanti sono anche i dati provenienti dallo studio sul mercato delle locazioni. Le distribuzioni per area geografica evidenziano una concentrazione dei proprietari che locano immobili al Nord (circa 1,7 milioni a fronte di un numero di atti di quasi 2,6 milioni); assai inferiore il numero dei proprietari locatori al Sud (879mila) e al Centro (653mila). È bene comunque precisare che tale distribuzione può essere, in parte, influenzata dal basso numero di contratti registrati al Centro-Sud in rapporto a quello, ben più elevato, osservato nel Nord Italia.

O.O.

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