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Imu alla Chiesa? Il Consiglio di Stato dice “no”

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“Non è demandato al ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione Imu per gli immobili degli enti non commerciali”. Con queste parole e con questa motivazione principale il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto del ministero dell’Economia e Finanze per l’applicazione dell’Imu sugli enti non commerciali, e quindi anche sulla Chiesa.

Il dicastero avrebbe quindi ‘travalicato’ la delega al Governo contenuta nel decreto liberalizzazioni, dove, appunto, si disponevano i criteri di identificazione per le attività soggette a esenzione dall’Imu, nello specifico per gli enti di natura non commerciale. Questo il parere, datato 4 ottobre 2012, dei giudici di Palazzo Spada, che mettono in evidenza altri punti critici del testo firmato dal Tesoro.

“L’amministrazione – si legge nel parere – ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività. Basti fare riferimento al criterio dell’accreditamento o convenzionamento con lo Stato per le attività assistenziali e sanitarie o ai diversi criteri stabiliti per la compatibilità del versamento di rette con la natura non commerciale dell’attività”.

“In alcuni casi è utilizzato il criterio della gratuità o del carattere simbolico della retta; in altri il criterio dell’importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali; in altri ancora il criterio della non copertura integrale del costo effettivo del servizio”.

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O.O.

 

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