Mercato appalti pubblici -24,5% nel 2012 e -27% nel primo quadrimestre 2013 | Geometra.info

Mercato appalti pubblici -24,5% nel 2012 e -27% nel primo quadrimestre 2013

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Nel corso del 2012 il mercato dei lavori pubblici si è ridotto del 24,5% mentre nel primo quadrimestre del 2013 è andata persa una ulteriore quota di mercato: -27% di riduzione degli appalti di lavori per importi superiori a 40mila euro nel primo quadrimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012.

Sono, questi, alcuni numeri contenuti nella Relazione annuale per l’anno 2012, che il presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, Sergio Santoro, ha presentato ieri al Parlamento, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica.

Il valore degli appalti nel 2012 è di 95,3 miliardi di euro, segnando un -4,8% sul 2011. Il numero di procedure con un importo di gara uguale o superiore a 40.000 euro è stato di 125.723. Le tipologie di contratto sul totale delle procedure perfezionate registrano il 29,7% di lavori, il 36% di servizi e il 34,3% di forniture.

La flessione è diversificata sia per tipologia, sia per classi di valore dei contratti. Nel settore dei lavori si registra un -25%, mentre i lavori di importo superiore a 25 milioni di euro segnano -36%. Infine, la flessione nel settore delle forniture è pari al 2,4% rispetto al 2011. Il comparto dei servizi cresce, invece, del 10,4%: un dato, tuttavia, influenzato da un appalto di 5,5 miliardi di concessione della gestione rifiuti della Regione Toscana.

L’82,2% delle procedure ha interessato i settori ordinari e il 17,8% i settori speciali – gas, energia termica, elettricità, acqua, trasporti, servizi postali, sfruttamento di area geografica -.

L’analisi per classe di importo evidenzia che più della metà delle procedure perfezionate, sia in numero sia in valore, riguarda contratti di importo compreso tra 40.000 e 150.000 euro. Le procedure di importo superiore a 25 milioni di euro, pur essendo solo lo 0,3% delle procedure perfezionate, rappresentano quasi il 40% del valore complessivo della domanda.

Sul fronte dell’occupazione, il numero di occupati per ogni miliardo di euro investito in lavori pubblici è 11.700 – 15.600, di cui circa 7.800 per l’effetto diretto degli appalti. Il resto degli occupati è prodotto dall’indotto costituito da fornitori e prestatori di servizi. A causa della riduzione dell’importo complessivo degli appalti pubblici, la riduzione dell’occupazione nel settore porterà ad un calo di circa 92.000 unità rispetto al 2011.

La stretta creditizia, credit crunch, causata dalla crisi economico-finanziaria ha avuto serie ripercussioni sulle piccole e medie imprese: nel 2012 il numero di imprese abilitate ad eseguire lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro è calata da 39.072 imprese nel 2011 a 36.357 nel 2012 (-7%).

Le procedure negoziate sono quelle più utilizzate dalle stazioni appaltanti nella scelta del contraente: 50% nel settore dei lavori. Considerando che, tra il 2011 e il 2012, circa 24 miliardi di euro di contratti di servizi e forniture sono stati affidati mediante procedure negoziate con il criterio del massimo ribasso, si può concludere che applicando il ribasso medio, come riscontrato negli affidamenti aggiudicati con procedura aperta, a quelli conclusi con procedura negoziata, si sarebbero potuti registrare risparmi per oltre un miliardo di euro.

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