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Niente Sistri per le piccole imprese

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Sistri: una implementazione a singhiozzo, anzi già abortita

E’ da poco entrata in vigore la L. 27 febbraio 2014, n. 15, di conversione del decreto mille proroghe, in G.U. 28 febbraio 2014, n. 49, recante la conferma dell’avvio della seconda fase del Sistri, ormai quasi a regime, che è già pronto il decreto col quale il Ministro dell’Ambiente introduce deroghe per i piccoli imprenditori, non senza avere criticato la farraginosità del sistema e la necessità di sostituirlo, a breve, con altro più snello ed efficace.

I soggetti esonerati nell’emanando decreto

Anticipiamo, nel dettaglio, le disposizioni del decreto ministeriale di imminente adozione e la cui bozza è stata divulgata in questi giorni.

L’art. 1, nel mentre conferma che sono tenuti ad aderire al sistema:

  1. gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività agricole ed agroindustriali, esclude dal loro ambito quelli che, pur producendo rifiuti speciali pericolosi da attività di cui all’art. 2135 c.c., li conferiscono però ai circuiti organizzati di raccolta;

  2. gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio di cui all’art. 183, comma 1, lettera a), del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152;

  3. gli enti e le imprese che effettuano la raccolta, il trasporto, il recupero, lo smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Campania;

precisa, tuttavia, che gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi ex art. 184, comma 3, lett. da b) ad f) nonché lett. h), del D.Lgs. n. 152 cit., e gli enti e le imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi derivanti da attività di pesca ed acquacoltura, di cui agli artt. 3 e 4, del D.Lgs. 9 gennaio 2012, n. 4, sono obbligati al Sistri solo se abbiano più di n. 10 dipendenti.

I restanti operatori, non iscritti al sistema di monitoraggio telematico, invece, continueranno a garantire la tracciabilità dei rifiuti speciali pericolosi mediante compilazione dei documenti cartacei tradizionali (formulario di identificazione, registro di carico/scarico e Mud).

Il trasporto intermodale di rifiuti

Novità anche sul fronte del deposito di rifiuti nell’ambito di attività intermodale di carico e scarico, di trasbordo e di soste tecniche all’interno di porti, scali ferroviari, interporti, impianti di terminalizzazione e scali merci, effettuato da soggetti ai quali i rifiuti sono affidati in attesa della presa in carico degli stessi da parte di un’impresa navale o ferroviaria o che effettua il successivo trasporto.

Tale giacenza, qualora non superi il termine finale di 45 giorni, è definita dall’emanando decreto solo un “deposito preliminare alla raccolta” che resta, fino alla presa in carico, da effettuarsi non oltre 6 giorni dalla data di inizio del deposito, sotto la responsabilità del produttore.

Come evitare l’illecito stoccaggio di rifiuti

Tuttavia, se alla scadenza del termine, i rifiuti non siano stati presi in carico come previsto, il soggetto al quale sono stati affidati deve darne immediata (non oltre le 24 ore) e formale comunicazione al produttore e, se esistente, all’intermediario o agli organizzatori del trasporto, affinché il primo, entro i 39 giorni successivi allo spirare dei predetti 45 giorni, riprenda in carico i rifiuti e provveda al loro trasporto e gestione.

Tanto, perché solo il rigoroso rispetto della tempistica innanzi scandita, esclude, precisa la bozza in esame, la responsabilità dei soggetti coinvolti per l’attività di stoccaggio di rifiuti non autorizzato, ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs. n. 152/2006.

La qual cosa, a mente del decreto ministeriale, non esclude né le eventuali responsabilità del trasportatore e dell’intermediario per i rispettivi inadempimenti nei confronti del produttore, né l’obbligo, per costoro, di compilazione e sottoscrizione delle schede Sistri di rispettiva competenza.

Nelle more, comunque, l’affidatario dei rifiuti deve assicurarne il deposito nel rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e della salute.

Le riserve di approfondimento e modifiche

Al contempo, il Dicastero dell’Ambiente, palesando le perplessità già manifestate agli organi di stampa all’indomani dell’entrata in vigore della legge di conversione del decreto mille proroghe, si riserva di approfondire negli appositi Tavoli tecnici (intersettoriali ed aperti alla partecipazione delle categorie interessate) la funzionalità del Sistri e ed il suo effettivo grado di implementazione, prospettando modifiche in caso di riscontri negativi soprattutto per la parte concernente la micro raccolta, l’idoneità del Sistri di interloquire con i sistemi gestionali aziendali senza appesantirli oltre misura e il trasporto intermodale.

A tal fine la bozza coinvolge la società concessionaria del sistema telematico in questione nel processo di monitoraggio, scadenzandone tempi e modalità, che dovrebbe concludersi, in ogni caso, in complessivi 120 giorni entro in quali il Ministero avrà cura di proporre le linee guida correttive al Tavolo tecnico di concertazione per la loro adozione definitiva.

In considerazione dei tempi tecnici necessari per rendere operative le semplificazioni ed ottimizzazioni in parola, l’emanando decreto proroga al 30 settembre 2014 il termine di cui all’art. 11, comma 8, del D.L. 31 agosto 2013, n. 101, come convertito dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.

Obblighi contributivi e disposizioni per la Regione Campania

Da ultimo il decreto fissa al 30 giugno 2014 il termine per il versamento del contributo annuale di iscrizione al Sistri, onerandone la comunicazione degli estremi esclusivamente in via telematica mediante accesso all’area “gestione aziende” disponibile sul portale Sistri in area autenticata.

Mentre, quanto alla Regione Campania, salvo diversa previsione dei comuni di appartenenza, la bozza in esame prevede che il soggetto che effettua la raccolta e il trasporto, ovvero che organizza il trasporto dei rifiuti urbani in tale ambito territoriale debba compilare e firmare la scheda Sistri – area movimentazione completando anche la parte relativa al produttore, prima dell’inizio della raccolta per il successivo trasporto verso l’impianto di destinazione.

Qualora quest’ultimo, però, abbia sede al di fuori della Regione Campania e, pertanto, il relativo gestore non risulti obbligato al Sistri, egli controfirmerà la scheda Sistri all’atto dell’accettazione presso l’impianto.

In fase di prima applicazione, infine, il dicastero prevede che gli operatori della Regione Campania si iscrivano nell’apposita categoria e ricevano la chiavetta USB relativa alla sola sede legale, nonché un dispositivo USB ed una black box per ciascun veicolo a motore adibito al trasporto dei rifiuti, rimettendo alla loro scelta la facoltà di dotarsi anche di ulteriori chiavette USB per le altre sedi operative, onerandoli del versamento dei corrispondenti contributi.

All’esito delle operazioni di consegna del rifiuto il sistema genera automaticamente le registrazioni di carico e scarico nell’area registro cronologico del Comune interessato.

Disposizioni finali

Da ultimo, sotto il profilo operativo-tecnologico, il Ministero dispone che le uniche modalità valide per gli adempimenti connessi al Sistri sono quelle reperibili sul relativo canale telematico, precisando, altresì, che, decorsi 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto, le procedure di prima iscrizione, modifica anagrafica, pagamento, richiesta di conguaglio o risoluzione di criticità, sono effettuate esclusivamente mediante le applicazioni disponibili sul citato portale.

L’autore


Paola Cosmai

Avvocato, cassazionista, laureata con lode, perfezionata in economia e finanza degli enti locali e in diritto delle comunità europee. Dopo un periodo dedicato alla libera professione, è stata per 14 anni avvocato funzionario presso la Provincia di Napoli ed è attualmente avvocato dirigente presso l’Istituto G. Pascale di Napoli. Ha maturato oltre un decennio di esperienza in materia di diritto amministrativo, ambientale, civile e del lavoro. Docente Formez, tiene per corsi di formazione ed aggiornamento nelle predette materie. Scrive da circa quindici anni per il gruppo Wolters Kluwer Italia e per altre case editrici.

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