ACQUA - Servizi pubblici locali - Affidamento del servizio idrico integrato in contrasto con la disciplina Ue - Disapplicazione - Poteri di autotutela. | Geometra.info

ACQUA – Servizi pubblici locali – Affidamento del servizio idrico integrato in contrasto con la disciplina Ue – Disapplicazione – Poteri di autotutela.

wpid-rubinetto.jpg
image_pdf
ACQUA – Servizi pubblici locali – Affidamento del servizio idrico integrato in contrasto con la disciplina Ue – Disapplicazione – Poteri di autotutela.
Di fronte a “preminenti ragioni di interesse pubblico”, la P.a deve utilizzare il proprio potere di autotutela revocando la convenzione di affidamento; non basta la semplice disapplicazione. Lo afferma il Consiglio di Stato (sentenza 4263/2008) accogliendo il ricorso di una Spa affidataria del servizio, nei confronti di un bando pubblico contrastante con la convenzione di affidamento, disapplicata dalla P.a. in virtù della incompatibilità della stessa con la normativa Ue relativa all’affidamento diretto di servizi pubblici a società miste, la quale richiede il cd. “controllo analogo” della P.a. sul gestore del servizio. In tali casi, secondo il Cds, l’affidamento non può essere semplicemente disapplicato dalla P.a. ma, nel caso di preminenti ragioni di interesse pubblico, deve essere annullato o revocato con il ricorso ai poteri di autotutela a disposizione della stessa, nel rispetto delle garanzie previste per i soggetti incisi dall’autotutela. Consiglio di Stato, Sezione quinta – Sentenza n. 4263, 8 settembre 2008.


Repubblica italiana

In nome del popolo italiano

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, (Quinta Sezione) Anno 2007 ha pronunciato la seguente

Decisione

su ricorso n. 5095/2007, proposto dalla (…) Spa, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentata e difesa (omissis),

Contro

il Comune di Sinnai, in persona del Sindaco p.t., non costituito,
Area tecnica-Settore LL.PP. e SS.TT. del Comune di Sinnai, in persona del legale rappresentante pro-tempore, non costituito;
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, 1° Sezione, del 27.3.2007, n. 549;
visto il ricorso con i relativi allegati;
visti tutti gli atti della causa;
relatore, alla camera di consiglio dell’11.3.2008, il consigliere (…), e udito l’avv. (…);
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

Fatto e diritto

La (…) Spa, societàà con partecipazione minoritaria del Comune di Sinnai, affidataria del servizio idrico integrato comunale con convenzione stipulata in data 6.6.2000, avente scadenza il 31.12.2010, ha impugnato in primo grado il bando di gara in data 26.9.2006 con il quale il Dirigente dell’Area tecnica – Settore LL.PP. del predetto comune ha indetto una gara per l’esecuzione di lavori compresi fra quelli oggetto della menzionata convenzione (“ampliamento della rete di distribuzione dell’acqua potabile alle aziende agricole e zootecniche e di adeguamento dell’impianto di potabilizzazione esistente”).
Il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, 1° Sezione, con la sentenza del 27.3.2007, n. 549, ha respinto il ricorso.
L’appello proposto dalla societàà (…) è fondato.
È incontestato in atti che i lavori oggetto del bando di gara impugnato rientrano nell’ambito dei servizi affidati alla societàà appellante, che è titolare, “in via esclusiva”, dell’intera gestione del sistema idrico integrato del Comune di Sinnai, compresa l’esecuzione delle opere e delle infrastrutture che si rendessero necessarie nell’ambito di detta gestione (“comprende anche l’attività di progettazione, affidamento, costruzione, coordinamento, direzione dei lavori e infrastrutture da utilizzarsi nella gestione del servizio e per le manutenzioni ordinarie e per l’adeguamento delle strutture esistenti”).
Ciò premesso, il Collegio rileva che le linee argomentative e le conclusioni alle quali è pervenuto il Tribunale amministrativo regionale non sono condivisibili.
La pronuncia appellata, in sintesi, afferma la tesi secondo cui l’amministrazione legittimamente avrebbe disapplicato la predetta convenzione stante il contrasto con la normativa comunitaria dell’affidamento diretto di servizi pubblici a societàà miste nelle quali l’ente pubblico non rivesta la qualità di socio di maggioranza ovvero non eserciti su tali societàà un controllo analogo a quello svolto sui propri apparati burocratici.
Il Collegio ritiene invece che un provvedimento amministrativo – nella specie, il provvedimento di affidamento alla societàà appellante della gestione del servizio attuato poi con la convenzione del 6.6.2000 – il cui contenuto sia in contrasto con norme o principi comunitari, non possa essere disapplicato dall’amministrazione, sic et simpliciter, ma debba essere rimosso con il ricorso ai poteri di autotutela di cui la stessa amministrazione dispone.
L’esercizio di tali poteri, peraltro, deve ritenersi soggetto, anche in questi casi, ai principi che sono a fondamento della legittimità dei relativi provvedimenti, rappresentati dalla contemporanea presenza di preminenti ragioni di interesse pubblico alla rimozione dell’atto, se si tratta di situazioni consolidate o di atti che abbiano determinato un legittimo affidamento in coloro che ne sono interessati, e dalla osservanza delle garanzie che l’ordinamento appresta per i soggetti incisi dall’atto di autotutela, prima fra tutte quella di consentire ai soggetti interessati di partecipare al relativo procedimento.
L’atto con il quale il Comune di Sinnai ha indetto la gara oggetto di contestazione è dunque illegittimo in quanto assunto in contrasto con i provvedimenti e la convenzione attuativa concernenti la gestione del servizio di cui trattasi, disapplicandoli (sia pure soltanto in parte giacché riguarda solo l’esecuzione di determinati lavori).
Il rilievo, dedotto dalla societàà appellante negli stessi termini che precedono con il primo motivo di appello, ha carattere assorbente e consente, in riforma della sentenza appellata, l’accoglimento del ricorso originario e l’annullamento del provvedimento del Dirigente dell’Area tecnica-Settore LL.PP. e SS.TT. del Comune di Sinnai del 26.9.2006.
Sussistono, peraltro, giusti motivi per compensare fra le parti le spese dei due gradi del giudizio.

PQM

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione V, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo accoglie, e, per l’effetto, in riforma della sentenza appellata, accoglie il ricorso originario e annulla il provvedimento del Dirigente dell’Area tecnica-Settore LL.PP. e SS.TT. del Comune di Sinnai del 26.9.2006.
Compensa le spese dei due gradi del giudizio.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio dell’11.3.2008, con la partecipazione dei signori:
(omissis)

Depositata in Segreteria il 8 settembre 2008

Copyright © - Riproduzione riservata
ACQUA – Servizi pubblici locali – Affidamento del servizio idrico integrato in contrasto con la disciplina Ue – Disapplicazione – Poteri di autotutela. Geometra.info