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Condono edilizio, il requisito della conformita’ urbanistica

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In base all’art. 32, comma 27, lett. d), del decreto legge n. 269/2003, il condono edilizio di opere realizzate su aree soggette a determinati vincoli di inedificabilità relativa è consentito solo in due ipotesi, previste disgiuntamente, e costituite: a) dalla realizzazione delle opere abusive prima dell’imposizione del vincolo; b) dal fatto che le opere oggetto di sanatoria, benché realizzate in assenza o in difformità dal titolo abilitativo, risultino comunque conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici. La novità sostanziale della suddetta previsione normativa, rispetto alle precedenti previsioni di condono edilizio, è costituita proprio dall’inserimento del requisito della conformità urbanistica all’interno della fattispecie del condono (che, al contrario, prescinde di norma da un simile requisito), così dando vita ad un meccanismo di sanatoria che si avvicina fortemente all’istituto dell’accertamento di conformità previsto dall’articolo 36 del D.P.R. n. 380/2001, piuttosto che ai meccanismi previsti dalle due precedenti leggi sul condono edilizio di cui alle leggi n. 47/1985 e n. 724/1994. (rigetta il ricorso)

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