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Conferenza di Servizi: prosegue la semplificazione

Il Governo discuterà a breve la velocizzazione dei procedimenti di autorizzazione, in attuazione della legge sulla riforma della Pa

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Sarà presentato a breve in Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che semplifica lo svolgimento della Conferenza di Servizi, in attuazione della delega al Governo stabilita dalla Legge n. 124/2015 di riforma della Pubblica Amministrazione, al fine di:

  • ridurre i casi di convocazione obbligatoria della conferenza;
  • semplificare e rendere più celeri i tempi della conferenza, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici;
  • rivedere i meccanismi decisionali, con la previsione del principio della prevalenza delle posizioni espresse, di meccanismi di silenzio assenso e di superamento del dissenso;
  • introdurre modelli di istruttoria pubblica, per garantire la partecipazione degli interessati al procedimento;
  • introdurre strumenti di composizione degli interessi pubblici in caso di partecipazione di amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumità.

Le norme in cantiere per il funzionamento della Conferenza di Servizi

La Conferenza di Servizi sarà convocata solo quando, per concludere in modo positivo un procedimento di autorizzazione, sono richiesti gli assensi di altre amministrazioni, ad esempio nel caso in cui sia necessaria la valutazione di impatto ambientale.

La Conferenza di Servizi non potrà durare più di due mesi. Entro questo termine tutte le Amministrazioni interessate dovranno esprimere il proprio parere. In caso di mancata pronuncia scatterà il silenzio-assenso e si potrà procedere con l’autorizzazione.

Lo scambio dei documenti tra Amministrazioni avverrà online e in modo che ogni Amministrazione possa esaminare la documentazione da remoto.

Le Amministrazioni procedenti potranno indire d’ufficio o su domanda di soggetti interessati Conferenze di Servizi semplificate a cui ogni Pa potrà far partecipare un solo rappresentante. Anche in questo caso, il procedimento dovrà essere concluso entro due mesi con un assenso o un dissenso motivato.

In caso di mancato accordo tra le Amministrazioni partecipanti alla Conferenza di Servizi, interverrà il Consiglio dei Ministri indicendo una riunione tra le parti. Se la riunione non si dimostrerà risolutiva, il CdM deciderà autonomamente.

La disciplina della Conferenza di Servizi

L’istituto della Conferenza di Servizi è regolato dagli art. 14 e segg. della legge n. 241/1990, che prevede due forme: la “conferenza istruttoria”, discrezionale, e la “conferenza decisoria”, obbligatoria.

La conferenza “istruttoria” può essere indetta dall’amministrazione o da una delle amministrazioni che curano l’interesse pubblico prevalente, qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo o in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o risultati.
A questa conferenza devono essere convocate tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento necessario per l’adozione del provvedimento finale, e possono partecipare anche altre pubbliche amministrazioni secondo la valutazione discrezionale della Pa procedente.

La conferenza “decisoria” è sempre indetta quando l’amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell’amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza può essere altresì indetta quando nello stesso termine è intervenuto il dissenso di una o più amministrazioni interpellate, oppure deve essere convocata, anche su richiesta dell’interessato, dall’amministrazione competente per l’adozione del provvedimento finale quando l’attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di più amministrazioni pubbliche.

L’articolo 49 della legge n. 122/2010 ha modificato la legge 241/1990, stabilendo tra l’altro che la disciplina sulla Conferenza di Servizi rientra nei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili di competenza esclusiva della legislazione statale.

Il Capo V del Decreto Legge n. 133/2014 (c.d. Decreto Sblocca Italia) contiene le seguenti modifiche agli artt. 14-ter e 14-quater della legge n. 241/1990:
a) i termini di validità di tutti gli atti acquisiti nell’ambito della Conferenza di Servizi, decorrono a far data dall’adozione del provvedimento finale;
b) le deliberazioni del Consiglio dei Ministri in caso di mancata intesa in sede di Conferenza di Servizi hanno natura di atto di alta amministrazione.

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