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Il contributo di costruzione: la corretta determinazione secondo il TAR

Il Tar delinea come e quando si determina l'onere di costruzione

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Recentemente il Tar Puglia è stato chiamato a decidere su un caso relativo alla determinazione del contributo di costruzione. L’importo del costo di costruzione, avvenuto nel momento del saldo del pagamento degli oneri richiesti, sarebbe stato rideterminato dall’Amministrazione locale in maniera retroattiva, rispetto al rilascio del permesso di costruire.

Il tribunale ha osservato come l’articolo 16 del T.U. edilizia stabilisca, che la quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione vada corrisposta al comune all’atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell’interessato, può essere rateizzata” (comma 2), mentre “la quota di contributo relativa al costo di costruzione, determinata all’atto del rilascio, è corrisposta in corso d’opera, con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, non oltre sessanta giorni dalla ultimazione della costruzione.

Se i contributi concessori devono essere determinati e liquidati al momento del rilascio del permesso di costruire, occorre avere riguardo a tale momento per l’entità dell’onere, applicando la normativa vigente al momento del rilascio del titolo edilizio: pertanto, la determinazione del contributo di costruzione deve avvenire sulla base dei parametri vigenti al momento del rilascio del permesso di costruire.

I provvedimenti comunali di adeguamento dei contributi concessori (sia oneri di urbanizzazione che costo di costruzione) si applicano solo per i permessi rilasciati all’epoca di adozione dell’atto deliberativo e non anche per quelli rilasciati in epoca precedente, perché tale determinazione deve avvenire sulla base delle tariffe vigenti, fermo restando o atti di autotutela volti a correggere eventuali meri errori di determinazione o calcolo, compiuti all’epoca del rilascio del permesso di costruire o in caso di rilascio di nuovi titoli edilizi sul medesimo bene.

Di conseguenza, una volta che la determinazione degli oneri concessori sia correttamente avvenuta sulla base delle tabelle vigenti all’epoca del rilascio del permesso di costruire, e se non ricorre un’ ipotesi di ricalcolo, non può che definirsi illegittima la pretesa dell’Amministrazione di addossare ex post al titolare del permesso edilizio rilasciato anni prima l’ulteriore carico finanziario derivante dal meccanismo di aggiornamento.

Nella fattispecie sottoposta al suo giudizio, quindi, secondo il TAR il costo di costruzione, richiesto dal Comune a distanza di circa sette anni dal rilascio del permesso di costruire, non può che essere ingiustificata e contraria rispetto a quanto stabilito dalla legge (art. 16, D.P.R. n. 380 del 2001).

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