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Patto di stabilità: le potenzialità della regionalizzazione

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In attesa che il Patto di stabilità interno sia modificato per far fronte ai ritardati pagamenti, la gestione del Patto a livello locale tramite la sua regionalizzazione, si legge in una nota Ance, può sbloccare circa 1 miliardo di euro l’anno e garantire più sostenibilità alla finanza locale

L’irrigidimento delle condizioni del Patto di stabilità interno ha esasperato, secondo l’Associazione, il problema dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione e del blocco degli investimenti degli enti locali, determinando una situazione di forte sofferenza per le imprese di costruzioni. Per questa ragione, la risoluzione del problema deve essere ricercata nell’allentamento dei vincoli fissati per gli enti locali e nella modifica strutturale delle regole del Patto.

Allo stesso tempo, avverte l’Ance, non bisogna trascurare alcune possibilità offerte dalla normativa attuale per limitare gli effetti negativi. Una di queste consiste nel prevedere la gestione del Patto di stabilità interno a livello locale attraverso la sua regionalizzazione, passando quindi da una visione stato-centrica a una visione decentrata dell’applicazione delle regole del Patto.

Secondo l’Associazione, il principale vantaggio a breve termine della regionalizzazione è di introdurre margini di flessibilità in grado di consentire un aumento della capacità di spesa degli enti locali ed uno sblocco dei pagamenti per opere pubbliche. In una prospettiva di medio periodo, e sempre con riferimento agli investimenti infrastrutturali, la regionalizzazione consente anche di assicurare una maggiore sostenibilità della finanza locale.

Ma a 3 anni dalla sua introduzione lo strumento risulta solo parzialmente utilizzato dalle Regioni: secondo un’indagine realizzata dall’Ance, nel biennio 2009-2010, solo 9 Regioni su 19 hanno utilizzato almeno una della due tipologie di interventi previste dalla normativa nell’ambito della regionalizzazione.

Nel triennio 2007-2009, attuare pienamente la regionalizzazione avrebbe invece consentito di liberare oltre di 4,5 miliardi di euro di pagamenti da parte dei Comuni, di cui 1,1 miliardi di euro nel 2009, senza rischio per gli enti di sforare il Patto.

Finora alcuni ostacoli di natura politica ed amministrativa hanno impedito il pieno utilizzo dello strumento della regionalizzazione da parte delle Regioni. Nel 2011, alcune Regioni hanno deciso di attuare compiutamente la regionalizzazione superando questi ostacoli. Il dossier realizzato dal Centro Studi dell’Ance, disponibile in allegato, analizza proprio la regionalizzazione del Patto di stabilità interno.

di O.O.

Scarica il dossier Ance

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